LOMBARDIA ZONA ROSSA. Piloni (Pd): “Si verifichi la possibilità di differenziazione tra territori”

Palazzo lombardia e il consigliere regionale del Pd, Matteo Piloni

“La Lombardia sarà zona rossa non per qualche ‘punizione’, ma perché lo dicono i numeri. Perché la medicina di territorio è stata fortemente indebolita. Perché la campagna antinfluenzale è stata un fallimento. Perché le attività di tracciamento si sono allentate. Perché sul trasporto pubblico non si è investito come si sarebbe dovuto e potuto”.

È con queste parole che sul suo profilo Facebook il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni commenta la decisione del governo di riportare la Lombardia in zona rossa. “Ricordo a tal proposito che le regioni hanno competenza sulla sanità e sul trasporto pubblico. Bisogna aumentare il numero di tamponi giornalieri, fare i test rapidi nelle scuole, organizzare bene le vaccinazioni anti Covid. E ognuno di noi deve rispettare le regole che ormai conosciamo: mascherina, distanziamento e pulizia delle mani – prosegue il consigliere dem –. Solo così fermiamo il virus. Solo così possiamo far ripartire in sicurezza anche le attività commerciali”.  “Nel frattempo, ritengo importante prevedere differenziazioni territoriali. La provincia di Cremona registra circa 120 contagi a settimana ogni 100mila abitanti. Un numero da non sottovalutare che non consente di abbassare la guardia. Ma certamente numeri e una situazione ben diverse da quelli di Varese, Como o Mantova. A partire dalla scuole, è importante aprire una riflessione seria su queste differenze territoriali, almeno su determinate attività”. conclude Piloni.

Domani, sul giornale in edicola, ampia intervista al consigliere regionale cremasco.