Scuole paritarie – Collaborazione e parità: la Legge di Bilancio scelga l’educazione come priorità

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Nuovo comunicato stampa dell’Unione Superiore Maggiori d’Italia (USMI) e della Conferenza Italiana Superiori Maggiori (CISM), firmato anche da una settantina di associazioni, con la richiesta di inserire le proprie proposte riguardo alle scuole paritarie nella Legge di Bilancio approdata in Parlamento. “La Legge di Bilancio scelga l’educazione come priorità!”, questo il titolo e il contenuto del comunicato, datato lunedì 16 novembre.

“La proposta giunge nel ventennio della legge sulla parità,… crediamoci: autonomia, parità e libertà di scelta educativa sono possibili e sarà la svolta per sempre.” Lo afferma suor Anna Monia Alfieri, da sempre in prima linea nella battaglia per una vera parità scolastica, anche economica. La religiosa è stata scelta, nei giorni scorsi dal Comune di Milano, per essere insignita dell’Ambrogino d’oro, riservato ai milanesi che si distinguono per il loro impegno in diversi settori. “Con profonda gratitudine – ha commentato – dedico questo riconoscimento a mio padre Luigi e a mia madre Cristina, a tutti i genitori e agli studenti, certa che presto potranno scegliere fra una buona scuola pubblica statale e una buona scuola pubblica paritaria… senza alcun vincolo economico.” Una speranza incrollabile!

Dopo aver fatto riferimento alla situazione pandemica che “si presenta con tutta la sua virulenza e mette in discussione quelle sicurezze che avevamo acquisito qualche mese fa”, il comunicato USMI e CISM, teme che “si generi uno stato sociale inquieto e un diritto all’istruzione che penalizza gli ultimi e i più disagiati.”
Il comunicato informa che quest’anno, rispetto al precedente, si registra una perdita di ben 143 scuole pubbliche paritarie, con la sottrazione di più di 2.000 posti di lavoro e di 27.896 iscritti.
Le scuole italiane hanno riaperto in sicurezza, ma – continua il comunicato – “in alcune Regioni, dinanzi a una inadeguatezza sanitaria che richiama responsabilità soggettive, si sceglie di chiudere nuovamente le scuole e di mettere gli allievi al riparo con la didattica a distanza. L’impatto del Covid-19 sull’istruzione ha confermato che lo scenario del sistema scolastico europeo è differente rispetto a quello italiano; la differenza si gioca soprattutto sull’integrazione e la collaborazione tra scuole pubbliche statali e scuole pubbliche paritarie, sulla mobilitazione dell’intera società nell’assicurare il servizio scolastico ai minori, sulla visione globale della ‘casa comune’ come bene di tutti, come bene da tutelare.”

L’Unione Superiore Maggiori d’Italia (USMI) e la Conferenza Italiana Superiori Maggiori (CISM), in spirito di collaborazione e al di là dei pregiudizi ideologici, vuol rilanciare il Patto educativo di Comunità, fortificando l’alleanza educativa, civile e sociale di cui le istituzioni scolastiche sono interpreti necessari.
E propone di intervenire, “affinché la scuola non resti un privilegio che esclude le fasce più deboli e più povere.” Dalle prime bozze della manovra di bilancio non si intravvede quel cambio di passo che urge per considerare davvero prioritarie la questione educativa e l’effettiva pluralità dell’offerta scolastica.
“Non possiamo restare a guardare – continuano le due Unioni dei superiori maggiori – e per questo chiediamo l’intervento congiunto del Governo e del Parlamento perché approvino una mozione che assicuri sempre e in ogni luogo i diritti all’istruzione; l’opzione di patti educativi di Comunità che generino alleanze fra le 40 mila scuole statali e le 12 mila paritarie” che permettano a tutti gli allievi di frequentare in pari condizioni una scuola statale o una scuola paritaria prescelta, con attenzione alle famiglie con difficoltà e figli disabili.

“La Legge di Bilancio – continua il comunicato – sta per approdare alle Camere: il Parlamento intervenga sulla qualità e continuità del servizio scolastico ed educativo offerto dalle scuole paritarie:
– incrementando le risorse per il pluralismo scolastico e prevedendo, a partire dell’esercizio fiscale 2021, la deducibilità della retta versata per alunno o per studente alle scuole pubbliche paritarie dei cicli primario e secondario, per un importo non superiore a 5.500,00 euro ad alunno;
incrementando il fondo, destinato alle scuole paritarie che accolgono alunni con disabilità allo scopo di riconoscere a ciascuno allievo disabile la copertura del docente di sostegno. È una grave discriminazione, infatti, negare il docente di sostegno ad allievi svantaggiati imponendo il costo alla famiglia o alle scuole paritarie che, chiaramente, non possono sostenerlo;
– accogliendo gli annunciati finanziamenti europei (attraverso Sure, Bei, Mes, e Recovery Fund), che possono diventare la risorsa preziosa per realizzare e qualificare il sistema scolastico integrato;
– rivedendo le linee di finanziamento del sistema scolastico italiano attraverso l’introduzione dei costi standard di sostenibilità da declinare in convenzioni, voucher, buono scuola, deduzione.”

I Superiori Maggiori concludono appellandosi al Presidente della Repubblica Mattarella, alla presidente del Senato Alberti Casellati e al Presidente del Consiglio Conte “affinché si rendano registi della più ampia trasversalità politica e portino a compimento questa riforma ventennale della scuola.”