ASSISTENTI SANITARI – Sì al PreSSt nell’ex tribunale e al progetto “Laboratorio Crema”

Il sindaco Stefania Bonaldi, in qualità di presidente dell’Assemblea dei sindaci del distretto di Crema e Aldo Casorati, in qualità di presidente dell’Area Omogenea, hanno ricevuto una lettera dalla Commissione d’Albo degli Assistenti sanitari della Provincia di Cremona che incoraggia il progetto “Laboratorio Crema”, specie nella creazione di un PreSSt nell’ex tribunale cittadino. “Dove si sperimentino modelli organizzativi nuovi di raccordo fra Ospedale e comunità”.

Una missiva quella ricevuta che raccoglie una serie di argomentazioni a favore del potenziamento della medicina territoriale come risposta consapevole di quanto appreso durante la fase peggiore dell’epidemia da Coronavirus Covid-19. I firmatari, raccontando il contributo che le loro professionalità possono dare in questo potenziamento, sottolineano l’urgenza di “ripensare l’approccio complessivo, in cui la prevenzione dovrebbe assumere un ruolo centrale, a partire dall’utilizzo delle professioni specificatamente preparate per svolgere tali ruoli”.  

Inoltre, il dottor Pierluigi Ferrari e la presidente della Commissione d’Albo dott.ssa Giuliana Maria Bodini, propongono di “impostare modelli operativi di intervento propri della medicina sociale, preventiva e della promozione della salute (…) Per troppo tempo, infatti, si è ritenuta efficace l’applicazione del modello ospedaliero all’attività territoriale sia nell’erogazione delle prestazioni che nella gestione del personale nei servizi”. Per questa ragione, viene sollecitato un confronto su questi temi.

Il sindaco Bonaldi, informando che è stata già data risposta a questa lettera, sottolinea come tutti i sindaci tengano molto al progetto, “perché orientato alla prevenzione e al potenziamento della medicina e assistenza territoriali, attraverso l’attivazione a Crema di un Presidio Socio Sanitario Territoriale. Un progetto che deve però vedere l’indispensabile collaborazione della Asst, quale soggetto delegato dalla legge 23/2015 alla attuazione e alla gestione del PreSST servendosi e coordinandosi con tutte le figure e le professionalità sanitarie, sociosanitarie e sociali del territorio. La pandemia ha evidenziato l’aspetto debole e non attuato della Legge 23 che riguarda proprio l’assistenza territoriale, che deve fare un salto di qualità sia quantitativo che qualitativo”. 

La lettera ricevuta da Bonaldi e Casorati è stata indirizzata dagli scriventi anche ai vertici dell’Asst di Crema, in primis al direttore generale dottor Germano Pellegata, ma anche alla direzione dell’Ats Val Padana. “Venendo allo specifico tema dei PreSST – vi si legge in un altro passaggio – la normativa regionale affida a tali presìdi anche la promozione della salute e il miglioramento della gestione del percorso di cura sul territorio. Tra le aree di intervento previste all’interno dei PreSST si trovano l’area dell’accoglienza, dove è prevista attività di informazione e orientamento ai servizi sanitari, sociosanitari e sociali del territorio, e l’area della medicina territoriale, per le attività erogate da Mmg/Pls con presenza di personale di supporto. La normativa prevede poi la presenza di alcune attività complementari come il centro servizi per la presa in carico del paziente cronico, le prestazioni di prevenzione (screening, vaccinazioni) e di promozione della salute e il consultorio familiare”. 

La recente esperienza relativa all’emergenza infettiva ha evidenziato la precarietà di un modello centrato esclusivamente sul Mmg “senza il supporto di figure professionali specifiche, assistenziali e preventive, finalizzate a garantire obiettivi di salute per la popolazione”.