FONDAZIONE BENEFATTORI – Restaurata la settecentesca “scagliola” di Pietro Solari

Si percepiva una grande soddisfazione, alla conferenza stampa organizzata dalla Fondazione Benefattori Cremaschi Onlus, nella giornata di martedì. 

Per la presentazione del restauro della pregevole “scagliola” (collocata ora nella cappella), nella sala del Consiglio di via Kennedy si sono ritrovati i vertici Fbc con il restauratore cremasco Daniele Calvi di “Open Art” e i rappresentanti della Colser, la società di servizi (pulizia e manutenzione) che ha finanziato l’intervento. Il restauro è durato molto tempo per le condizioni del manufatto, recuperato dai magazzini in stato di degrado e abbandono. 

“L’opera non era più visibile, molto compromessa, addirittura spezzata in sedici parti. Il fatto che l’artista l’abbia firmata, denota che all’epoca era già conosciuto e importante”, ha spiegato subito Calvi, non nuovo a interventi presso la struttura. Si tratta di una scagliola (tipo di gesso fine, ma anche tecnica d’intarsio che dalla fine del Cinquecento nacque per imitare marmi e pietre dure, unendo questo gesso particolare a colle naturali e pigmenti colorati) firmata da Pietro Solari, artista che l’ha realizzata nel 1711. 

Definito dalla critica “il più fecondo ed il migliore degli scagliolisti”, dal suo paese in Val d’Intelvi, nei primi del XVIII secolo si trasferì presumibilmente nel Cremonese, dove realizzò diversi manufatti tra il 1711 e il 1713 all’età di 24-26 anni, ma anche dopo: ne troviamo all’oratorio S. Marta di Mozzanica, al Marzale di Ripalta Vecchia, qui nella cappella dell’Ospedale Vecchio (oggi Kennedy), a Castelleone presso la Chiesa del Presepe, a Palazzo Pignano nella Pieve.

La presidente Fbc, Bianca Baruelli, ripercorsa la lunga trafila che ha portato al risultato finale dopo il ritrovamento della scagliola da parte dell’ingegner Maurizio Ferla, insieme al predecessore dottor Paolo Bertoluzzi ha ringraziato Colser “che, dimostrandosi sensibile, ha sostenuto le spese per recuperare questo tesoro del nostro patrimonio, ma anche dell’intera città. La nostra chiesetta è molto frequentata e in tanti ora potranno ammirare l’opera. Un grazie va a Bertoluzzi, che s’è appassionato della vicenda e ha promosso l’intervento”. 

Articolo completo domani sul nostro giornale.