Il Cremasco punta a unirsi al Lodigiano, costituendo “Area Vasta dell'Adda” – come prospettato nell'intervento del sindaco Stefania Bonaldi, lunedì sera, nell'incontro promosso a Lodi dal quotidiano “Il cittadino” – una realtà che condivide delle affinità e si muove sull'asse della metropoli per studiare, lavorare, curarsi, trascorrere il tempo libero e con caratteristiche socio economiche analoghe.
La proposta – come si può leggere nell'articolo riportato su “Il nuovo Torrazzo” di domani – sembra aver suscitato l'interesse dell'autorevole interlocutore, il governatore Roberto Maroni. Il quale, oltre ad aver espresso apprezzamenti, ha soprattutto detto esplicitamente di non ritenere un “modello assoluto” la propria idea di riorganizzare il territorio regionale in 8 “cantoni”, al posto delle attuali 12 province, in cui Lodi torni con Milano e Crema-Cremona con Mantova.
Intanto oggi pomeriggio il coordinamento dei sindaci si ritrova per definire la bozza di delibera da sottoporre al consiglio provinciale per il riconoscimento formale – reclamato esplicitamente tre settimane fa nel documento sottoscritto dai sindaci di Monte Cremasco Giuseppe Lupo Stanghellini, di Dovera Mirko Signoroni e di Casale-Vidolasco Antonio Grassi – dell'Area Omogenea del Cremasco. Scelta fra l'altro già approvata da 42 Comuni sui 48 del territorio (non han fatto al momento pervenire l'adesione Soncino, Casaletto di Sopra, Ticengo, Genivolta, Gombito e Spino) e che il presidente Vezzini ha detto di condividere, volendo anzi contestualmente ufficializzare anche quelle Cremonese e Casalasca.
Allegato il testo integrale della proposta di delibera.













































