Sala degli Ostaggi. Padania Acque: “Astensione per tutelare il Consiglio”

La riunione consigliare di ieri sera è cominciata con un minuto di silenzio per le vittime della guerra in Ucraina. Laura Zanibelli (FI) aveva lanciato l’idea di ricordare in ogni seduta uno degli scenari di guerra del mondo. Invito raccolto dal presidente del Consiglio cittadino Attilio Galmozzi. “Un minuto per riflettere su questa guerra sanguinaria che s’è abbattuta sul popolo ucraino, con vittime nella popolazione civile anche stamani”, ha detto quest’ultimo. La prima interrogazione iscritta all’odg era quella del centrodestra sull’astensione del sindaco Fabio Bergamaschi sullo Statuto di Padania Acque in assemblea dei soci quando, invece, il Consiglio di Crema aveva dato mandato per il sì. Peraltro il tema – come abbiamo riportato la scorsa settimana – è anche oggetto di un Esposto indirizzato dalle stesse forze di minoranza al Prefetto Antonio Giannelli.

Le premesse

“Abbiamo delegato il sindaco a esprimere voto favorevole al nuovo Statuto, ma in autonomia ha scelto di astenersi, discostandosi dalle direttive impartite dall’organo assembleare”, ha detto Andrea Bergamaschini (Lega). Una “scelta politica” di cui il sindaco è stato chiamato a rispondere. Per il centrodestra “l’accaduto è molto grave e rappresenta un precedente pericoloso”. Quali garanzie per il futuro? È stata una scelta autonoma o decisa in Giunta?, i quesiti dell’opposizione, nella certezza che “s’è trattato di un comportamento lesivo del funzionamento delle istituzioni locali”.
In premessa, Bergamaschi ha sottolineato che “la funzione di indirizzo che la Legge riserva al Consiglio comunale ha il mio pieno riconoscimento e rispetto. Tanto in linea generale quanto, in modo più specifico, per ciò che attiene alle azioni di natura politica che il sindaco è titolato a mettere in atto. Tuttavia, il sindaco non può essere considerato alla stregua di un soggetto giuridico al quale viene conferita una procura relativamente alla quale non può legittimamente promuovere un momento non di disconoscimento, ma di semplice riconsiderazione”.

Per un nuovo passaggio in Consiglio

Il primo cittadino s’è giustificato parlando di “discrezionalità politica a fronte di ulteriori situazioni sopravvenute”. Dunque, l’opzione del voto di astensione espresso in Assemblea del gestore del ramo idrico cremonese è stata dettata “dalla necessità emersa di promuovere un momento di riconsiderazione dei Consigli comunali soci relativamente a una specifica previsione statutaria, ovvero la mancata previsione di un limite relativamente al numero dei mandati per quanto riguarda il Collegio sindacale e l’organo amministrativo della società”. Una previsione che, pur legittima, nella riunione del 18 dicembre – ha informato Bergamaschi – è stata evidenziata come incongrua anche da alcuni soci di Padania Acque. Quindi, il voto di astensione ha rappresentato il meccanismo tecnico “per far sì che questo specifico profilo divenisse oggetto di rinnovata valutazione da parte dei Consigli comunali”.

La controreplica

Una risposta che non ha convinto i proponenti. “Pensavo venisse in quest’aula a chiedere scusa ai consiglieri che si erano espressi in maniera chiara per quest’atto politico, sia nella Capigruppo sia in Consiglio. Lei era delegato a votare favorevolmente – ha replicato Bergamaschini –. La sua astensione ha deciso il non raggiungimento del quorum. Non sono sopraggiunte nuove norme, lei ha esercitato discrezionalità rispetto a un mandato consigliare. Da qui nasce il nostro Esposto al Prefetto”. Sul Torrazzo di sabato la cronaca dell’intera assise cittadina.