È dedicato alla Speranza l’anno giubilare recentemente avviato da papa Francesco e, la Speranza, era anche il tema del 10° Premio Fayer al quale hanno partecipato gli alunni del liceo Munari nel 2024.
Una felice coincidenza individuata e apprezzata dalla Diocesi che, tramite l’impegno di don Emilio Luppo e il coinvolgimento del professore (ora felicemente pensionato) Gianni Macalli, ha portato alla realizzazione della mostra Creiamo speranza nel mondo, L’esposizione è stata inaugurata martedì mattina presso gli spazi espositivi della Pro Loco, entusiasta di accogliere un allestimento di arte contemporanea realizzata dai giovani e che ha saputo così ben interpretare, appunto, il significato della Speranza.
Il primo evento artistico diocesano nell’anno giubilare
Ad aprire l’allestimento il padrone di casa, il presidente della Pro Loco Vincenzo Cappelli che ha usato parole di apprezzamento nei confronti delle opere esposte (65): “L’arte contemporanea ci interroga, è capace di stimolare il dubbio e di riflettere su possibili risposte; è molto positivo che queste opere siano state realizzate dai giovani, che si sono dimostrati così capaci di traslare cultura e che sono la nostra speranza”.
Parole condivise da don Luppo, soddisfatto di inaugurare il primo evento artistico cremasco promosso dalla Diocesi nell’anno giubilare.
Nelle opere la speranza è declinata su concetti importanti
Le opere, come ha illustrato Macalli (docente che ha lasciato un segno indelebile nella didattica del liceo artistico) sono quelle che hanno partecipato alla 10a edizione del Premio Fayer che, come tema del Service aveva appunto la speranza affidata ai giovani: “Sono stati creati lavori di grande interesse ed è stato pubblicato il catalogo della 10a edizione del Premio Fayer. Vediamo opere bidimensionali e tridimensionali realizzate con le più svariate tecniche, dalla scultura a piccole installazioni, dalla pittura al pantografo. La speranza è declinata su concetti importanti: l’ecologia (le città sono rette da palafitte potendo contare solo su un futuro rispettoso dell’ambiente), la guerra, la difficoltà di raggiungere equilibri stabili, la crisi climatica. Abbiamo poi la sezione design che ha ragionato sulla realizzazione di una sedia in vari contesti di stile e geografici. I ragazzi, ora tutti studenti di accademie di arte o di facoltà universitarie, hanno dato ottima prova di sé, delle loro capacità e della disponibilità. Nell’allestimento mi ha aiutato il mio ex studente Alessandro Patrini ora a Brera” e intervenuto all’inaugurazione.
Mostra visitabile fino a martedì 18 febbraio
Visitando la mostra, che presenta da una parte un lato visivo e l’architettura, dall’altra il design, se ne apprezza la qualità e si cattura quanta speranza sia depositata nelle mani dei giovani.
Allestimento visitabile fino a martedì 18 febbraio con i seguenti orari di apertura: tutti i giorni dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.












































