San Bernardino: assemblea proficua. L’amministrazione apre al terzo ponte

Anche a San Bernardino – giovedì in oratorio – la questione del ponte di via Cadorna ha richiamato oltre 250 persone. Rispettato l’auspicio del sindaco Fabio Bergamaschi, in apertura, perché fosse “una serata produttiva come quella di Castelnuovo”. Anche qui il primo cittadino ha presentato i tecnici “che ci stanno accompagnando “nell’evoluzione non priva di complicazioni, della riqualificazione del ponte di via Cadorna, che io considero l’unico della città perché quello di via Visconti è già della tangenziale. I progettisti ci aiuteranno a mettere a terra nel modo meno doloroso possibile la sistemazione del manufatto”.

Scenari aperti e stime

Ancora tanti sono gli scenari sono aperti. L’obiettivo è “fare meno male possibile alla viabilità in un anno che sarà complicato, pur con tutte le mitigazioni che la ragionevolezza suggerisce”, ha aggiunto Bergamaschi. Anche stavolta il sindaco ha ripercorso la storia del ponte e gli obblighi statali arrivati dopo il crollo del Morandi a Genova. Ha quindi riproposto i temi già avanzati alle Quade (si legga nella pagina precedente): vincolo della Sovrintendenza, intervento conservativo odierno (“taglia e cuci radicale e pesante, che deve durare nel tempo”), impatto sul traffico cittadino, ponte provvisorio e disagi. Il sindaco ha ribadito che parlare di chiusura di un anno “è realistico, ma è una stima prudenziale: è stato calcolato per non incorrere in un appalto aggiudicato con qualche fragilità. Ma in gara ci saranno elementi premianti per (magari) accorciare la tempistica. Il tutto senza lesinare sui costi”. Sul ponte provvisorio l’apertura dell’amministrazione è parsa più evidente che nel primo incontro: “Stiamo approfondendo la questione a tutti i livelli, con i tecnici, col Centro studi traffico, con il Magistrato del Po per capire costi e benefici reali”. Per la gente la garanzia che “l’amministrazione accompagnerà le famiglie in questo periodo e anche durante l’intervento”.

Il dibattito coi cittadini

Dopo le parole degli ingegneri Michele Fringuelli e Leonardo Delle Rose, spazio ai cittadini. L’arch. Mario Verardi ha subito portato le sue perplessità. “Credo che il ponte sia marcio: la zona inferiore è in assoluto degrado e anche le altre parti non godono di buona salute. Partiamo quindi da uno stato di incertezza. Quanto di questo ponte deve essere sostituito, a quali costi? C’è un progetto con capitolato? Un ponte nuovo costerebbe di più? Avete in mano un progetto per questo?”, ha chiesto, invitando a valutare attentamente tutte le ipotesi. La replica è arrivata dal sindaco che ha chiarito come il costo della riqualificazione sia di 2 milioni di euro, pagati dal Bilancio comunale. “Abbiamo fatto stime parametriche, non c’è il progetto per un ponte nuovo. Già queste bastano per dirci che, vincolo a parte, non andrebbe comunque bene per tempistica e costi superiori”. Delle Rose ha ribadito, invece, che i professionisti devono attenersi a leggi molto stringenti. “Siamo al secondo progetto, sono state depositate relazioni di calcolo, indagini, stime a livello preliminare, esecutivo e definitivo”, ha detto. Fringuelli ha assicurato che tutto è stato studiato, sottoservizi compresi, per non avere problemi, “ad esempio la trave inferiore sarà completamente sostituita e il monitoraggio continuerà anche dopo i lavori”.

Collegamenti e decoro del quartiere

Una donna ha poi chiesto delucidazioni sui passaggi aggiuntivi per pedoni e ciclisti. “C’è la passerella Bettinelli: dire oggi che le passerelle del ponte resteranno aperte è vendere fumo”, ha risposto Bergamaschi. “Dove sorgerebbe il ponte provvisorio?”, ha domandato al sindaco più di un presente. “Uno scenario lo colloca a monte, in corrispondenza della buca, un altro a valle, verso la passerella Bettinelli. Attendiamo le ipotesi progettuali”.
La signora Pinuccia, al di là ristori per le attività, con quaderno blu alla mano, ha incalzato chi è al governo a sistemare via Brescia. “È uno schifo!”. Ha poi suggerito, durante la chiusura del ponte, navette gratuite per chi si sposta dai quartieri al centro e viceversa, un ambulatorio per i prelievi nelle frazioni (“dove va aumentata la sorveglianza”) e di installare “giochi che non ci sono da 15 anni”. Il sindaco ha preso nota. “Rivoluzionare il trasporto non è facile, ma potenziare il trasporto sociale sì. Forse, fra tutto, il male minore, se si potesse fare, è realizzare il ponte provvisorio”, ha affermato a chiare lettere.

Ponte provvisorio?

Dalla platea altri contributi: “Ci sia forza lavoro adeguata e si lavori giorno e notte”; “attenzione agli anziani e ai fragili”. Una donna ha chiesto se il ponte di via Visconti, che sarà sollecitato, sia a posto. Ha preso di seguito la parola Simone Beretta, consigliere comunale. Se ai tecnici ha detto, da cittadino, di non essere stato tranquillizzato, al sindaco ha chiesto attenzione: “Oggi in Italia le gare per i lavori pubblici sono una cosa evanescente, anche nel Comune di Crema. Spero che l’anno di chiusura non diventino due. Non vi sono alternative al ponte provvisorio: dovete dire ai tecnici di realizzarlo. Interessa 6.000 residenti dei due quartieri più gli altri cremaschi e i paesi. Realizzatelo, costi quel che costi (i bene informati parlano di 500.000 euro, ndr), il Comune di soldi ne ha. Chi ha pagato le tasse se lo merita”.

Valutazione attenta

“Ripeto – ha dichiarato il sindaco – lo stiamo valutando attentamente; può avere un senso o due sensi. Consegniamo questa patata bollente ai progettisti”. Altri cittadini hanno approfittato della serata per evidenziare il “degrado” di San Bernardino. “Un quartiere che ha bisogno di servizi, piccole opere e investimenti – ha convenuto Bergamaschi –. Nutriamo molte aspettative sul recupero dell’ex Canavese”. Infine Marco, il fiorista di via Cadorna: “Parlo per i commercianti vicinissimi al ponte. Le chiusure ci hanno sempre penalizzato. Pensate davvero all’alternativa del ponte provvisorio”.

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