Quasi 300 persone ieri sera all’assemblea pubblica sul ponte di via Cadorna all’oratorio di Castelnuovo. L’amministrazione, con la Giunta al completo, ha spiegato l’intervento di rinforzo del ponte nelle mani dell’ing. Michele Fringuelli, che collaborerà con i professionisti cremaschi Leonardo Delle Rose e Christian Susat. I quali hanno ben spiegato i lavori. Bergamaschi ha informato che partiranno dopo il cantiere della tangenziale e l’apertura a settembre del sottopasso di Santa Maria, “probabilmente” chiudendo un anno il collegamento con i quartieri. “E’ serio dire questo e non ipotesi fantasiose su pochi mesi di diagio. I problemi ci saranno, ne siamo consapevoli”, ha detto.
Impossibile demolire
Tante le domande dei cittadini, tra ristori per le attività, problemi viabilistici (già oggi) e preoccupazione di isolamento. L’amministrazione sta vagliando l’ipotesi di un ponte provvisorio durante il cantiere ma, per quanto ascoltato, sembra più uno scrupolo che una reale intenzione. “Eccoci a un primo confronto-dialogo con un pezzo di città che ci avvicina all’orizzonte dei lavori al ponte sul fiume Serio”, ha introdotto il primo cittadino. Presenando poi i progettisti e ripercorrendo la storia che ha portato sin qui, partendo dalla certezza: il vincolo della Sovrintendenza a non demolire. In platea qualche malumore.
Capitolo ponte provvisorio 
“Ci sono ragionamenti aperti, non l’abbiamo escluso, proprio come i ristori per le attività commerciali. Non ci abbiamo pensato dall’inizio perché il ponte non aveva tutte queste criticità”. Chi è al governo sta acquisendo elementi per capire se il ponte provvisorio possa essere ralizzato o meno e se convenga. “Certamente non allo Zanzibar, area esondabile. Zone possibili verso la passerella Bettinelli o in corrispondenza della buca. “Acqusiti i permessi, però, bisognerà capire se serve davvero ed è utile a mitigare i disagi? Vedremo anche con il Centro studi traffico. Arriverà il momento di tirare la riga”. “Se c’è un errore che abbiamo compiuto – ha ammesso Bergamaschi – è l’ottimismo del primo bando per tenere aperto il ponte il più possibile, con troppe restrizioni per l’impresa appaltatrice. Preso atto di ciò, l’intervento ora dovrà essere più netto. E per avere più imprese faremo una gara a inviti. Un bando blindato sì, ma inserendo realisticamente la chiusura di un anno. Poi in gara un’impresa può assicurare tutti i criteri possibili per accorciare i tempi, ma è serio dire che per un anno il ponte sarà chiuso”. Sabato sul giornale tutti gli interventi del pubblico e dei tecnici. Appuntamento ora giovedì sera all’oratorio di San Bernardino, sempre alle ore 21.
Il confronto
Gli interventi del pubblico sono cominciati con un cittadino che ha ringraziato per il monitoraggio del ponte, definito però “un ammasso di lamiere da rottamare. Per me sarebbe da sostituire con nuovo ponte su due pilastri”. “Anche per noi era prioritaria questa scelta, ma non è possibile. Possiamo odiare questo dato, ma è da considerare. Il nostro ponte è vincolato e in più rifarlo sarebbe più costoso, con un cantiere di oltre un anno”, ha replicato il sindaco. “Il ponte sarà chiuso e l’unico modo per arrivare in centro è usare quello di via Visconti. Date un occhio al traffico perché sia più scorrevole per non isolare il quartiere”, ha dichiarato una cittadina. Azzeccati alcuni suggerimenti su mezzi pubblici, parcheggi alternativi e altro.














































