Pandino. Casa di riposo e nuovo statuto, è bufera

La compagine amministrativa guidata dal sindaco Piergiacomo Bonaventi, rimasta spiazzata, prende atto “solo ora del percorso intrapreso dal presidente della Casa di Riposo Massimo Papetti, ormai due anni or sono, presso Regione Lombardia, per la modifica dello statuto della Fondazione medesima. Ribadendo che la Casa di Riposo di Pandino, pur nella sua autonomia gestionale, è, e deve rimanere, un bene di tutta la collettività, non può che rimarcare il proprio assoluto dissenso per quanto riguarda un iter di modifica dello statuto, che porterà a cambiare le modalità di nomina del CdA dell’ente”. Tutto questo “senza essersi quest’ultimo minimamente confrontato con l’amministrazione comunale e non avendo neppure coinvolto il consigliere di minoranza, che in realtà oggi rappresenta l’amministrazione comunale in carica (l’attuale CdA era stato nominato dall’allora maggioranza, di centrosinistra), costringendolo a protocollate una domanda di accesso agli atti”.

Il Comune pone quesiti sull’opportunità
“Quali sono le motivazioni che hanno portato il presidente Papetti e il suo Consiglio a intraprendere questo percorso in totale assenza di un confronto con l’attuale amministrazione comunale, differente da quella che lo ha nominato, mantenendo così l’assoluto riserbo su quanto stava presentando ai competenti uffici regionali?”. L’amministrazione comunale si pone questa e “ulteriori domande e, in particolare, vuole che anche alla comunità pandinese venga spiegato per quale ragione: il Consiglio uscente si sia arrogato il diritto di nomina su due consiglieri del nuovo CdA; al Comune siano stati lasciati solo due membri del CdA, non potendo in questo modo garantire adeguata rappresentanza né alla maggioranza né all’opposizione; due consiglieri debbano essere nominati dalla Parrocchia di Pandino, non considerando che sul territorio è presente anche la Parrocchia di Nosadello e Gradella; sia stata scelta l’associazione di volontariato ‘SoliMai’ per la nomina di un consigliere, senza considerare tutte le altre associazioni presenti a Pandino, che quotidianamente lavorano nel sociale anche da un maggiore periodo di tempo”.
Inoltre, sindaco e suo staff ritengono che “sia compito specifico di questa amministrazione comunale procedere con le nomine del CdA della Casa di Riposo sulla base delle regole attualmente vigenti, senza necessità alcuna di attendere l’approvazione regionale di un nuovo regolamento di cui non è stata messa a conoscenza”.

Grave azione

Chi governa Pandino, inoltre, “ritiene che tutto ciò si configuri come una grave azione compiuta dall’amministrazione della Fondazione a presidenza Papetti, soprattutto per il fatto di non aver condiviso un percorso di cambiamento tanto significativo con l’amministrazione comunale in carica e con l’opinione pubblica pandinese”.
Attualmente il CdA della Casa di Riposo “è composto da 9 membri, di cui due espressione della minoranza consigliare, 7 della maggioranza, tutti votati dal Consiglio comunale presieduto dall’allora sindaco Maria Luise Polig. Ora, se la variante di statuto della Fondazione Casa di Riposo venisse approvata da Regione Lombardia, si scenderebbe a 7 membri e l’amministrazione comunale sarebbe chiamata a nominare solo due consiglieri”.