Castelleone – L’operazione ‘Similargilla’ tocca il borgo, sequestri di conti e immobili

Foto di repertorio

Aveva già toccato il Castelleonese nel 2018 l’operazione ‘Similargilla’ avviata nel 2016 dalla Dia, dal gruppo Carabinieri Forestale, dalla Guardia di Finanza e dalla Procura di Brescia. Lo ha fatto nuovamente nei giorni scorsi con il sequestro di 120mila euro in conti e immobili a una azienda della città, la stessa che due anni or sono era stata oggetto di un sequestro preventivo d’urgenza del sito aziendale di via Cappi nel quale, secondo gli inquirenti, erano stati stoccati rifiuti senza autorizzazione. Quelli che in realtà avrebbero dovuto essere prodotti di lavorazione utili alla trasformazione di scarti in prodotti similari all’argilla. Lavorazione in capo a una azienda mantovana che, secondo gli inquirenti, avrebbe dovuto trasformare fanghi in argilla da vendere a ditte del settore scavi, demolizioni ed estrattivi. L’illecito si prefigurerebbe, secondo la Dia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Forestale, nel fatto che la trasformazione degli scarti non avveniva completamente, al fine di ottenere risparmi sul ciclo di lavorazione. Le aziende compratrici sarebbero state pagate dalla ditta mantovana per smaltire illecitamente il rifiuto, che nulla avrebbe avuto a che spartire con la similar argilla, però.

L’odore forte avvertito da alcuni residenti della zona di via Cappi a Castelleone fece arrivare i controlli nel borgo. A distanza di due anni è arrivato il sequestro di conti e immobili che ha riguardato in primis l’azienda mantovana e altre ditte non solo nel Cremonese ma anche nel Bresciano e nel Veronese. Sequestri per un valore complessivo pari a 6 milioni di euro.