PRIMO MAGGIO – Festa del lavoro. Niente bandiere, crisi economica, ma il ricordo rimane. Onore ai lavoratori

La "Festa del lavoro" dell'anno scorso in piazza Marconi

L’Italia è una Repubblica democratica (perché è) fondata sul lavoro. Oggi è una giornata dal grande significato, una storia che affonda le proprie radici nel passato: il 1° maggio come “festa dei lavoratori” nasce per ricordare il sacrificio di tanti uomini e donne e l’impegno, le battaglie dei movimenti sindacali per raggiungere importanti obiettivi sociali ed economici. La pandemia, questa maledetta pandemia, ci ha privato di tante cose, tra cui la celebrazione “in presenza” di eventi e ricorrenze. Sarà così anche per la Festa del lavoro, da sempre molto partecipata e sentita, in provincia e in città. Niente deposizioni al monumento di piazza Marconi, niente discorsi ufficiali, nessuna bandiera al vento di Cgil, Cisl e Uil. Rimane il ricordo dei lavoratori che non ci sono più e il sostegno a quelli oggi in difficoltà, tra cassa integrazione e attività a rischio. Molte, dopo la crisi dovuta al Coronavirus, non riapriranno, nonostante gli aiuti promessi da Regione e Governo. A tutti i lavoratori un abbraccio sincero.

Voltando pagina segnaliamo che anche il cosiddetto “Concertone” del 1° maggio quest’anno vivrà, per forza di cose, un’edizione straordinaria, televisiva. Sarà in onda su Rai 3 dagli studi di via Teulada a Roma, con sottotitolo “Il lavoro in Sicurezza: per Costruire il Futuro”. L’evento, promosso come sempre da Cgil, Cisl e Uil, vedrà all’opera tanti big della musica italiana, ospiti e collegamenti. I live saranno realizzati principalmente all’auditorium Parco della Musica di Roma, ma anche in altre location speciali sparse per l’Italia.