PREGHIERA IN CAMMINO PER PADRE GIGI MACCALLI NEL PRIMO ANNIVERSARIO DEL SUO RAPIMENTO IN NIGER

La marcia in preghiera fa tappa alla Madonna delle Grazie

Grande testimonianza di fede e di comunione questa sera alla marcia-preghiera in occasione del primo anniversario del rapimento di padre Gigi Maccalli in Niger, avvenuto il 17 settembre 2018. Tantissime le persone che hanno risposto all’invito del vescovo Daniele, presente anch’egli all’iniziativa. Molte si sono aggiunge via via nelle due tappe del percorso.

In prossimità della beatificazione di padre Alfredo Cremonesi, martire in Birmania, s’è voluto invocare da lui la grazia della liberazione di padre Gigi. La marcia quindi ha toccato i luoghi più significativi della vita del beato: s’è partiti infatti dal suo paese natale, Ripalta Guerina, per raggiungere la chiesa di San Michele dove padre Alfredo ha celebrato la prima Messa, quindi il santuario cittadino delle Grazie, dove il martire cremasco ha celebrato l’ultima Messa prima di partire per la missione nel 1925, per giungere infine in cattedrale, dove il vescovo Daniele ha concluso la grande preghiera comunitaria, che ha avuto un suo filo logico nella lettura dei canti del Servo Sofferente del profeta Isaia e di brani della vita di padre Alfredo e di testimonianze di alcuni confratelli di padre Gigi.

PARTENZA DA RIPALTA GUERINA

Partenza quindi dalla casa natale di padre Cremonesi a Ripalta Guerina. Il gruppo di persone che pregano e si mettono in cammino è già molto consistente. Si dà il significato del cammino e si ricordano i 365 giorni di prigionia del missionario cremasco. Il corteo è preceduto dalla croce portata da due ragazzi di Colore, per richiamare l’Africa, dove padre Gigi è prigioniero.

Durante il cammino si canta e si legge un brano del Vangelo di Matteo, dove Gesù spiega  ai suoi discepoli “che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto.”

LA SECONDA TAPPA A S. MICHELE

La seconda tappa è alla chiesa di San Michele, qui un bel gruppo di persone si unisce ai pellegrini. Sul sagrato della chiesa viene letto il secondo canto del Servo Sofferente, il salmo 2 e un brano della vita di padre Cremonesi: quello che racconta il martirio.

La marcia accusa un certo ritardo e quindi si accelera il passo lungo la ciclabile che da San Michele porta all’ospedale e quindi in città. Si canta “Dammi un cuore Signore, grande per amar” e si legge un brano del Vangelo di Marco, che richiama il tema del precedente: la sofferenza del Figlio dell’uomo.

LA TERZA TAPPA ALLE GRAZIE

All’arrivo al santuario della Madonna delle Grazie, un gran numero di fedeli aspetta la processione che arriva preceduta dalla croce. È il momento del terzo canto del Servo Sofferente, del Salmo 3 e del racconto, da parte del confratello p. Vito Girotto, del rapimento di padre Gigi un anno fa. 

Al santuario la croce portata fino a quel punto viene sostituita con quella della GMG portata da un gruppo di giovani, affiancati dal altri con fiaccole. Il cammino lungo via XX Settembre si svolge nel silenzio. Fino alla cattedrale che viene letteralmente colmata dal gran numero di fedeli in preghiera.

IN CATTEDRALE

Lettura del IV canto del Servo Sofferente e del Vangelo di Luca dove viene narrata la vicenda dei discepoli di Emmaus e l’annuncio della risurrezione di Gesù.

Tra i tantissimi fedeli sono presenti  tre missionari cremaschi: Walter  Maccalli, il fratello di padre Gigi, Giuseppe Mizzotti e da padre Giambattista Zanchi del PIME.

Dopo l’ascolto del Vangelo la testimonianza di padre Martino che tocca il tema della “domanda” esistenziale, mediante una canzone.

Poi il vescovo Daniele che si fa strumento di parole altrui. “Prima quella della sorella di padre Gigi Clementina – afferma – che ha voluto scusarsi di non essere presente. Mi ha detto di portare il ringraziamento a tutti voi per la preghiera e la solidarietà, fonte di grande consolazione e ci invita a perseverare.”

La seconda parola quella dell’arcivescovo di Niamey che mons. Gianotti ha sentito nei giorni corsi: “Mi ha ringraziato, affermando che in quella Diocesi sentono molto la nostra solidarietà.”

E aggiunge: “Ciascuno di noi avrebbe desiderato non arrivare a questo anniversario. Ma per il fatto che ci siamo arrivati, questo è il modo migliore per introdurre questo mese che ci separa dalla beatificazione di un altro Cremasco padre Alfredo Cremonesi. Faremo la memoria gloriosa di padre Alfredo Cremonesi e ringraziamo il Signore per questa testimonianza silenziosa di Padre Gigi. Chiediamo che queste testimonianze missionarie passata e presente aiuti tutti noi nella testimonianza della missione e nel tener vive le vocazioni missionarie per annunziare la gioia del Vangelo a tutti i popoli.” E ringrazia tutti quelli che hanno partecipato alla marcia di preghiera.

Chiama sull’altare poi padre Walter che domani partirà per la Liberia. Il missionario ringrazia tutti per la preghiera, il padre provinciale che ha visto veramente l’urgenza di rispondere ai bisogni della Liberia e lo ha inviato in quel Paese. Guiderà  cinque parrocchie e vivrà con altri due missionari cui, a gennaio, se ne aggiungeranno altri due. “Che il Signore ci accompagni – ha concluso – e  speriamo che Pier Luigi possa riapparire presto. Ma importante però vedere non solo il male anche il bene: padre Gigi ha sempre fatto del bene a tutti e quindi continua certamente a farlo anche là dove si trova oggi. Sono certo che prega anche per noi.”

Al termine la benedizione del vescovo assieme ai due missionari. 

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