Il cremasco fra’ Davide Horeschi diventa sacerdote

Il vescovo di Cremona mons. Napolioni impone le mani sul capo di fra' Davide Horeschi

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Fra’ Davide Horeschi, fra’ Piergiacomo Maria Boffelli, fra’ Alberto Lobba. Il secondo bergamasco, il terzo varesino, il primo cremasco. Tre giovani frati cappuccini consacrati sacerdoti oggi, nella basilica della Madonna del Fonte a Caravaggio dal vescovo di Cremona mons. Antonio Napolioni. Basilica stracolma di frati, parenti e amici: i genitori nei primi banchi. Presenti anche un gran numero di preti tra cui il gruppo della comunità cittadina di San Giacomo guidati dal parroco don Michelangelo Nufi. Fra’ Horeschi è infatti di quella parrocchia dove domani mattina alle ore 10.45 celebrerà la sua prima Messa.

Grande soddisfazione dunque per un giovane cremasco che oggi è diventato sacerdote.

La celebrazione inizia alle ore 11 con il lungo corteo che si snoda dal Centro di Spiritualità lungo i portici ed entra in santuario dall’ingresso principale, mentre il coro accompagna con un canto. Lo apre la croce e poi subito i tre diaconi candidati al sacerdozio; il vescovo Napolioni indossa la mitria e porta il pastorale solennemente. Il momento è, ovviamente, importante. Ringrazia il padre provinciale di averlo invitato a presiedere questa consacrazione nel santuario tanto amato dai frati cappuccini. 

E nell’omelia gioca sulla duplice veste dei giovani candidati, frati da una parte e sacerdoti dall’altra… “ma – commenta – il sacerdozio è un dono troppo grande perché voi restiate solo frati.”

E in tutta l’omelia spiega la grande ricchezza di essere sacerdoti e frati cappuccini nello stesso tempo. Tre i punti:

“Il vostro sarà innanzitutto un sacerdozio fraterno, perché già vivete in comunità, ma anche perché il presbiterato non è un incarico personale e individuale. Siamo un presbiterio: aiutate il presbiterio ad essere fraterno, siate lievito di fraternità.”

“Secondo: vivete un sacerdozio itinerante, continua mons. Napolioni.  I preti diocesani sono legati alle parrocchie, ma il vostro programma è innanzitutto quello di essere missionari che bussano di casa in casa secondo lo stile di Francesco…. per proclamare la libertà degli schiavi, sanare i cuori spezzati e annunciare il Regno di Dio.”

 Infine: “Il vostro servizio sarà mendicante. Sarete mendicanti di misericordia, soprattutto nell’ascolto delle confessioni e nella distribuzione del perdono di Dio: mendicanti dei peccati e delle ferite dei fratelli… perché possano sentirsi amati.”

Dopo l’omelia la celebrazione della consacrazione. I tre candidati (che dopo l’ascolto della Parola avevano espresso la loro volontà di diventare sacerdoti e di impregnassi in tal senso) promettono obbedienza al vescovo diocesano per il quale svolgeranno il loro servizio e ai loro superiori. Poi l’invocazione ai santi mentre i tre giovani si stendono per terra in segno di donazione totale.

Poi il momento culminante: il vescovo impone le mani sul capo di ciascuno, antichissimo gesto di consacrazione sacerdotale e dona lo Spirito ai tre giovani. Recita quindi la lunga preghiera di consacrazione. Tutti i sacerdoti presenti passano anch’essi ad imporre le mani. Si termina con la vestizione degli abiti sacerdotali, l’unzione – da parte del vescovo – delle mani dei tre neo sacerdoti e la consegna degli “strumenti liturgici”, il calice e la patena.

La consacrazione è finita. Inizia l’Eucarestia concelebrata dai tre novelli sacerdoti: è questa – in realtà – la loro vera prima Messa. Grande l’emozione. Al momento della pace i giovani stringono le mani e abbracciano vescovo e genitori. Al termine della cerimonia grande festa per tutti con un rinfresco.

Un augurio di tutto cuore a fra’ Davide e ai suoi due confratelli per un fecondo apostolato!