PADRE GIGI: Veglia a Ombriano a sei mesi dal rapimento

Sono passati sei mesi dal rapimento in Niger del missionario cremasco padre Gigi Maccalli (17 settembre 2018) e – come ogni giorno 17 del mese – la comunità diocesana si è trovata in preghiera. Questa volta nella chiesa di Ombriano.
La veglia è iniziata all’oratorio con l’accensione di sei lampade (quanti i mesi di prigionia del missionario), accompagnata da letture di brani delle sue lettere.

Poi la processione verso la chiesa parrocchiale, preceduta dalla croce sulla quale era posta un’immagine di padre Gigi. È seguita una breve Via Crucis con due stazioni: “Gesù lava i piedi ai discepoli” e “I piedi di Gesù sono inchiodati sulla croce”. Trasparente il riferimento al calvario che il missionario sta vivendo nella sua prigione nigeriana.

Di seguito Mauro Carioni, ha ricordato il compagno di classe degli anni del Liceo padre Gigi, giovane vivace, sempre pronto alla battuta. “Oggi – ha detto – dobbiamo pregare non tanto per la sua liberazione, ma perché si compia la volontà del Signore su di lui. Egli era entusiasta dell’Africa e di chiunque là incontrava, appassionato del Signore Gesù per portarlo a tutti. Chissà che Gigi – ha concluso – non stia cercando di convertire coloro che lo hanno rapito.”

Dopo la lettura di un brano della lettera di padre Armanino missionario SMA e la testimonianza di quattro giovani, il vescovo Daniele alla domanda: cosa desidera per il futuro della Chiesa di Crema, ha risposto: “Che non perda il suo slancio missionario che oggi si arricchisce delle testimonianze di p. Cremonesi, che speriamo di vedere presto beato, e di padre Gigi.”