OGGI IL CINQUANTESIMO DELL’OSPEDALE

Nella foto, la benedizione del vescovo Manziana il giorno dell'inaugurazione dell'ospedale

Oggi, 27 ottobre, cade il 50° anniversario dell’inaugurazione dell’ospedale di Crema.
IL NUOVO TORRAZZO pubblica un numero speciale di 24 pagine sull’avvenimento.

LA PERGAMENA

FONDATA DA QUATTORDICI CONCITTADINI 

IL 12 GIUGNO 1351

QUALE OSPIZIO PER I MALATI POVERI

L’ANTICA DOMUS DEI

GIÀ DIVENUTA ATTRAVERSO I SECOLI

L’OSPEDALE MAGGIORE DI CREMA

OGGI PER ADEGUARSI AI PROGRESSI 

SCIENTIFICI E ALLE ESIGENZE 

SOCIALI DELL’EPOCA NOSTRA

RISORGE IN QUESTA NUOVA SEDE

AFFIDANDO IL PROPRIO

INCREMENTO PERENNE

AL CENSO TRADIZIONALMENTE MUNIFICO

E A QUELLE OPERE DI CARITÀ ONDE VERSO CHI SOFFRE

SI ATTUA LA PRESENZA E L’ASSISTENZA STESSA DI GESÙ AMORE

21 APRILE 1963 

 

È il testo della pergamena che viene posta nella prima pietra del nuovo ospedale di Crema in via Libero Comune. La firmano il prefetto Giacinto Nitri, il vescovo Placido Maria Cambiaghi, il sindaco Archimede Cattaneo e il presidente del Consiglio di Amministrazione avv. Ugo Dossena.  

È il gran giorno dell’inizio dei lavori. Il Consiglio di Amministrazione in quattro anni di lavoro è riuscito nella grande impresa. 

La cerimonia si svolge puntualmente alle ore 10.30 di domenica 21 Aprile 1963. 

Il CdA chiudeva con questo atto significativo il quadriennio di amministrazione (Aprile 1959 – Aprile 1963). Verrà ovviamente confermato per gli anni successivi.  Sotto la Presidenza del cav. Ugo Dossena, quello storico Consiglio era composto dai Consiglieri: dott. Giuseppe Firmi, geom. Marziano Marziani, prof. Eugenio Soldati e dal Segretario Generale rag. Secondo Cremonesi. 

Era stata individuata un’area di circa 75 mila mq. lungo l’asse di via Libero Comune. Il progetto prevedeva una struttura capace di accogliere 400 posti letto, ma con una caratteristica articolazione progettuale che consentiva di aumentarne la capacità ricettiva in rapporto a eventuali necessità future. 

Il nuovo edificio a blocco unico era costituito da un corpo di fabbrica con la forma di una grande T, costituito da sette piani fuori terra. Attorno, un’ampia area da sistemarsi a parco, sulla quale avrebbero trovato sede altri fabbricati minori, indispensabili per un funzionamento migliore e più razionale del nuovo Ospedale. 

Lo spirito che anima i presenti e i cittadini è quello che ha animato i precedenti benefattori fin dal 1351. Cioè un grande spirito di solidarietà e anche di carità cristiana, che nella stessa pergamena viene sottolineato, identificando il lavoro di assistenza ai malati  come opera dello stesso Gesù Amore. 

I lavori per il completamento della nuova struttura ospedaliera durano 5 anni e si concludono nel 1968. Un periodo breve, grazie all’impegno dei progettisti, gli ingegneri Braga e Ronzani di Milano e dell’impresa edile Mazzalveri e Comelli anch’essa di Milano. 

L’INAUGURAZIONE

Si arriva così, il 27 ottobre 1968, all’inaugurazione del nuovo ospedale. Tra le Autorità presenti alla Cerimonia l’allora Presidente del Senato della Repubblica, Sen. Ennio Zelioli Lanzini, l’onorevole Franco Narciso Patrini e il vescovo di Crema, mons. Carlo Manziana. 

Tra i personaggi di spicco, un cenno doveroso merita il prof. Giulio Canger, al quale si deve riconoscere il merito di aver avuto un ruolo di primo piano nella realizzazione dell’attuale Ospedale Maggiore di Crema. A lui si deve l’istituzione a Crema di un Centro Oncologico, sul modello di quello esistente a Cremona, per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori. 

La cerimonia d’inagurazione, preceduta – la domenica precedente – da un’apertura al pubblico per una visita guidata, avviene alle ore 15 di domenica 27 ottobre 1968.

L’avv. Ugo Dossena, orgoglioso di quanto è riuscito a realizzare con il suo CdA, si rivolge a tutti i presenti ricordando – nel suo discorso – che “l’antica Domus Dei, già divenuta attraverso i secoli l’Ospedale Maggiore di Crema, oggi è risorta nella nuova moderna veste. I quattordici concittadini che il giorno 2 giugno 1351 la fondarono come ospizio degli infermi poveri, la lunga schiera dei benefattori noti e ignoti, che si susseguirono attraverso i secoli come anello di bontà e di carità cristiana, la popolazione cremasca che in questi anni seguì la realizzazione dell’opera che stiamo inaugurando, con aperti e sinceri sentimenti di solidarietà e di conforto, sono prova solenne e storica di una tradizione, mai interrotta e che ha sempre sentito e sente che l’ospedale è cosa viva, la cosa più viva di una città, perché esso è la casa della sofferenza, della speranza e dell’attesa. È cioè il cuore della città”.

Ricorda che la spesa per la realizzazione è stata di due miliardi e 440 milioni di lire. Scarissimo il contributo dello Stato, encomiabile invece la solidarietà degli operai cremaschi che hanno messo a disposizione del nuovo nosocomio il corrispettivo di una giornata di lavoro, con analoga somma aggiunta dai datori di lavoro, fino a raggiungere una cifra di oltre 53 milioni di lire. 

È una giornata straordinaria quella dell’inaugurazione. Il vescovo Manziana benedice la struttura e celebra la prima Messa nella cappella dell’ospedale la sera stessa alle ore 19. Il Nuovo Torrazzo titola: Crema è fiera del suo nuovo ospedale!

Già il giorno seguente all’inaugurazione inizia il trasferimento dei pazienti dal vecchio nosocomio di via Piacenza al nuovo. 

Le Divisioni presenti nel 1968 sono le seguenti: MEDICINA GENERALE (primario prof. Alfio Privitera), CHIRURGIA GENERALE, (primario prof. Giulio Canger), OSTETRICIA E GINECOLOGIA (primario prof. Patrini), PEDIATRIA (primario prof. Ugo Serra), OTORINOLARINGOIATRIA (primario prof. Augusto V. Boriani).  

A questi si aggiungono come Sezioni: OCULISTICA (dott. Bruno delle Grottaglie, consulente), ORTOPEDIA (prof. Bignardi, responsabile), UROLOGIA (prof. Valerio Bertagnolli, responsabile). Infine i Servizi: ANESTESIA (primario, dott.ssa Frignani), RADIOLOGIA (primario, prof. Perotti), LABORATORIO DI ANALISI ANATOMIA PATOLOGICA e CENTRO TRASFUSIONALE ANESTESIA (primario, prof. Mario Lesca), FARMACIA OSPEDALIERA (primario, dott. Fiorentini). 

La DIREZIONE SANITARIA, viene affidata inizialmente al dr. Ciulla. 

Le altre strutture di servizio sono: la portineria, il monoblocco con ambulatori e magazzini, l’obitorio e la sala anatomica, la cucina, la lavanderia e la chiesa.