Cremasco – Brucia pannelli dell’azienda venduta all’asta, 50enne deferita

Carabinieri nell'area interessata dal rogo

Vecchia conoscenza dei Carabinieri viene denunciata per aver appiccato un incendio volto allo smaltimento illecito di rifiuti. A finire nei guai è stata un 50enne imprenditrice agricola del Cremasco deferita dai Carabinieri di Vailate ai quali la stessa a febbraio si era rivolta “denunciando il furto di diversi bovini dalla propria azienda agricola – spiega il maggiore dell’Arma Giancarlo Carraro ­ –. Le indagini condotte dai carabinieri di Vailate avevano dimostrato che la stessa, dimorante a poche decine di metri dall’allevamento di bestiame, non poteva non essersi accorta di nulla ed aveva quindi simulato il furto”.

Pochi giorni la donna “a causa di gravi problemi finanziari, aveva avuto lo sfratto esecutivo della propria azienda agricola, venduta all’asta per pagare i debiti verso le banche”. L’altra sera, però, alcuni vicini di casa hanno chiamato i Carabinieri segnalando la presenza di un rogo dal quale si levavano fumi con odore acre in un campo attiguo alla cascina. I militari hanno subìto pensato potesse esservi lo zampino dell’ìmprenditrice agricola e, mentre i Vigili del Fuoco intervenivano per domare le fiamme, davano avvio alle indagini. A bruciare erano alcuni pannelli di celle frigorifere che i militari appuravano essere “stati staccati dalle celle del macello presente in cascina, rendendoli inservibili. La donna, poco prima che l’incendio venisse notato dai residenti in loco, era stata vista allontanarsi velocemente. Il terreno agricolo, infatti, seppur di un altro proprietario, era in uso all’ex imprenditrice agricola, che lo aveva affittato per coltivarlo”.

La 50 enne è stata deferita alla Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Cremona per la violazione dell’art. 256 D.Lvo 152/06 (legge promulgata per contrastare la cd. terra dei fuochi) che prevede una pena dell’arresto da tre mesi ad un anno ed una multa sino a 26.000 euro per chi smaltisce illecitamente rifiuti non pericolosi, nonché per la violazione dell’art. 423 del C.P. (incendio).