AGNADELLO:LA MESSA DEL VESCOVO PEREGO

Grande festa in un Agnadello elettrizzato oggi pomeriggio. Un suo figlio, Gian Carlo Perego, nominato vescovo di Ferrara da Papa Francesco e consacrato proprio ieri nella cattedrale di Cremona, ha celebrato la prima Messa nella nuova veste di successore degli apostoli nella sua parrocchiale di San Vittore.

Il corteo è partito dalla bellissima chiesa quattrocentesca di San Bernardino. La banda in testa, seguita da tanti personaggi in costume, fra cui due ragazze che portavano lo stemma del nuovo vescovo.

Sulla porta della parrocchiale il saluto del sindaco Giovanni Calderara. “Mi ha colpito – ha detto – la metafora delle due valige che hai raccontato ieri in cattedrale e che porti nel prestigioso ruolo di arcivescovo di Ferrara e di abate di Pomposa. Mi sono commosso e ti ringrazio di aver ricordato spesso Agnadello, il che indica il legame forte che è rimasto fra te e noi.”

Il sindaco – quasi coetaneo – ha ricordato le fatiche dei loro genitori di quei tempi…. “quando abbiamo vissuto i momenti più felici e anche più tristi della nostra gioventù.” E ha ricordato “la profondità delle nostre radici e dei nostri valori. Sul treno per Ferrara – ha aggiunto – c'è la valigia dei ricordi, il più bel regalo che ci hai fatto, perché Agnadello non lo dimenticherai mai. Saprai nello stesso tempo conquistare la stima e la benevolenza del popolo ferrarese.”
Interpretando i sentimenti di tutti gli agnadellesi, il sindaco ha ringraziato il vescovo Gian Carlo per aver così prestigiosamente onorato il piccolo paese. Un ringraziamento anche alla sua famiglia del ricordo del papà e il fratello del vescovo ormai scomparsi. E ha concluso: “Potrai sempre contare, in qualsiasi circostanza, sulla comunità agnadellese!”
E un saluto, unito a un grazie, l'ha fatto anche Nour Eddine Benhalla, un rappresentante della comunità islamica del paese della Gera d'Adda.
In Chiesa, prima dell'inizio della Messa, è toccato al parroco don Mario salutare il compaesano vescovo. “Il sentimento di tutti oggi – ha detto – è la gioia grande per questo dono immeritato che il Signore ci ha fatto. Un dono che dobbiamo saper far fruttare.” E ha aggiunto: “Tu monsignore sarai certamente all'altezza del tuo compito perché hai dimostrato di saperti mettere sempre nelle mani del Signore. La tua mamma (presente in chiesa) mi ha chiesto subito, quando mi sono complimentato con lei: C'è la farà? Certamente! Noi dobbiamo essere all'altezza di questo grande dono rinnovandoci per essere come la comunità che ha educato nei decenni scorsi don Gian Carlo.”
E ha concluso: “Papa Francesco ti ha scelto per la tua attenzione agli ultimi e ai diseredati. Ti seguiremo con la preghiera e tu non ci dimenticherai, per questo ti abbiamo regalato un pastorale con l'immagine della Madonna della Vittoria perché vinca sul nemico che ci vuole tutti ingannare. Vi abbiamo anche scritto: “Agnadello sempre con te.”
I saluti sono continuati per bocca di una rappresentante del Consiglio Pastorale Parrocchiale che ha espresso la gioia di tutti: dei vivi e di chi è già in cielo.
È iniziata così la Santa Messa con la proclamazioni della Parola di Dio. Il nuovo vescovo l'ha commentata infarcendola di dolci ricordi. “Il Vangelo ci parla di Gesù pastore e porta dell'ovile, ha detto. Due immagini importanti per me.” E ha ricordato alcuni segni simpatici della sua fanciullezza che ha definito “baci della Signore.”
“Avere una casa comune di questi tempi – ha continuato – è molto importante e la casa di tutti è la Chiesa, la parrocchia, l'oratorio. La Chiesa è la casa dove ci si accoglie tutti. La parrocchia, dove è nata la mia vocazione, è un grande dono del Signore.” E ha ricordato alcuni sacerdoti di Agnadello dalla sua ordinazione ad oggi.
Aprendo la valigia, ha fatto cenno all'asilo e in particolare a suor Franceschilla “la suora con i baffi” (risata generale) e le sorelle tutte, figure molto luminose. Poi l'oratorio, la scuola con il maestro Ezio. “Persone e tempi che non ci sono più. Ma la parrocchia continua ad essere una famiglia con i legami che si stringono la domenica a Messa e nei momenti difficili.” E ha ricordato la vicinanza a lui degli agnadellesi nel momento della morte del fratello di 33 anni e del padre.
“Quando diventiamo erranti poi – ha aggiunto – ci si ricorda ancor più della parrocchia in cui si è cresciuti.”
Agli agnadellesi il vescovo Gian Carlo ha lasciato come regalo un libretto con la vita di padre Marcellino, stampato prima che partisse per il Brasile al seguito dei migranti nell'800. Un secondo dono alla biblioteca del paese: l'enciclopedia curata (almeno nei primi dei sedici volumi) da un altro celebre agnadellese, nel centenario della morte. Era un grande anticlericale, ma un uomo amante della verità, socialità radicale a difesa dei primi movimenti operai. Un'opera, l'enciclopedia, tra le più belle che testimonia l'amore per l'educazione popolare.
Il vescovo Gian Carlo ha concluso così: “Nel mio stemma ho messo la stella di Maria. Che la Madonna accompagni tutti noi e le vostre famiglie.”
Al termine della Messa, Iginio Bezza ha recitato una delle sue poesie dialettali cui è seguito il saluto del parroco emerito don Angelo Ramella.
Conclusa l'Eucarestia mons. Perego ha fatto visita al gazebo allestito in piazza della Chiesa dalla Pro Loco, dall'associazione Boschiroli e dal gruppo podistico “I Pansecc de Gnidèl” per l'annullo postale appositamente pensato per quest'occasione.
Quindi rinfresco in oratorio e, in serata, il musical Forza Venite Gente dei giovani della parrocchia.