Pandino. ‘Al pais di mèla’ in una mostra che parla di storia del borgo

Pandino, ‘Al paìs di mèla’, ossia il paese dove “hanno cominciato a circolare già negli anni ’30 del secolo scorso le Mille Lire, essendo una delle realtà più importanti del nostro territorio”. Al paìs di mèla: Pandino, cuore commerciale tra storia e tradizione, è il tema della mostra documentaria sulle attività commerciali di Pandino nei primi decenni dal ’900, inaugurata sabato scorso in castello: si potrà visitare ancora oggi, sabato 3 gennaio, dalle 15.30 alle 17.30, domani dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 17.30 e martedì, giorno dell’Epifania, dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 17.30. L’iniziativa è dell’associazione Gruppo Culturale Informamusica, che per questa ricerca ha attinto dai documenti della parrocchia di Pandino, dell’archivio del Comune di Pandino, dell’archivio fotografico di Luigi Medri ed Ernesto Silva, dalle fonti fotografiche tratte dai libri di G. Silva e Marmilia Galasi, dall’Archivio di stato di Cremona, Archivio di stato di Milano.
“Notizie raccolte con interviste a pandinesi informati ai quali va il nostro grazie”, tiene a evidenziare il presidente di Informamusica, Roberto Moreni, che sottolinea: “La vocazione commerciale è una costante nella storia del borgo. Già nel 1476 Pandino è dotato di un importante mercato e nei secoli successivi saprà mantenere inalterato l’interesse per le attività economiche. Questa mostra vuole essere una fotografia della Pandino degli anni Trenta con lo sguardo orientato alle attività produttive. Nel 1935 il Comune di Pandino (con Nosadello e Gradella), conta 4.316 abitanti. Pandino da solo ne ha 3.043. Quest’ultima informazione è tratta dagli Stati d’Anime della parrocchia. In questo periodo si può ragionevolmente ritenere che la totalità dei residenti fossero cattolici”.
Moreni spiega che “si è cercato di individuare e segnalare la collocazione delle attività citate nell’Annuario generale d’Italia e, a corredo, si propongono foto e documenti riguardanti le attività. L’Italia è nel bel mezzo del ventennio fascista, il regime ha consenso e è deciso ad avere un Impero”.
Moreni precisa che “la scelta dell’anno è dovuta a comodità di ricerca. L’Italia affronterà proprio nel 1935 la conquista dell’Etiopia, unico stato ancora indipendente in Africa, per poter vantare “un posto al sole”. Per questa ragione l’Italia subirà delle sanzioni economiche e i suoi rapporti con le nazioni democratiche si incrineranno definitivamente. Nelle sue memorie, Winston Churchill descrisse come segue la situazione diplomatica europea successiva alla crisi etiopica: “La politica britannica aveva forzato Mussolini a cambiare fronte”. La Germania non era più isolata.
“La pacifica comunità di Pandino, sebbene necessariamente toccata dalle sanzioni e dalle scelte politiche nazionali, era all’epoca vivacissima e pronta a dare impulso alle attività commerciali” la conclusione del presidente di Informamusica che invita tutti a visitare la mostra.