Calcio giovanile. 47° Trofeo Dossena: ottima serata al galà di presentazione

Da sinistra: Brescianini, Carnevali e Amelia

Accolta anche dall’entusiasmo di bimbi e ragazzi di alcune squadre del nostro territorio (Us Pergolettese, Ac Crema 1908, Videoton Academy, Polisportiva Castelnuovo, San Carlo e Oratorio Sabbioni) la 47° edizione del Trofeo Angelo Dossena, che se non fosse per il Covid sarebbe la 48°: “Ci avviciniamo a una data, quella del 50°, che è una responsabilità importante” ha esordito nella serata di gala il presidente del comitato organizzatore Angelo Sacchi, introdotto dai conduttori Marco Civoli e Cristina Firetto.

Kermesse dall’1 al 7 giugno

“Nello sport un valore importante è il senso di squadra – ha aggiunto il sindaco Fabio Bergamaschi -, che si avverte anche nel comitato: ogni anno si mette in gioco per alzare l’asticella, riuscendoci brillantemente”. È intervenuto anche il delegato Coni Fabiano Gerevini, che ha sottolineato l’importanza della kermesse nella valorizzazione dei giovani sportivi.
A seguire, è stato presentato il calendario dei match, che inizierà domenica 1° giugno e si chiuderà sabato 7, con la finale presso lo stadio Voltini. Ai nastri di partenza le formazioni della categoria Primavera di Brescia, Como, Cremonese, Genoa, Modena, Monza, Rappresentativa di Serie D e la compagine nigeriana del Texas Atletico. Mercoledì 4 e venerdì 6 sarà invece il turno della Dossena Young Cup, alla 2° edizione, con le formazioni Under 11 di Albinoleffe, Brescia, Alcione Milano, Pergolettese, Cremonese e Monza.

Carnevali: “Sassuolo, un grande famiglia”

Successivamente, è stato accolto dagli applausi sul palco l’amministratore delegato del Sassuolo Giovanni Carnevali, in carica da 11 anni, con la società neroverde che si è distinta non solo per il recente ritorno in Serie A, ma anche per la vittoria di campionato e Supercoppa nella categoria Primavera nel 2023-24. “Sono dell’idea che se posso risparmiare un euro sulla prima squadra per investirlo sui giovani lo faccio volentieri. Tutto, però, parte dagli input della società e dalla comunione d’intenti: è importante si remi nella stessa direzione. La famiglia Squinzi è una proprietà straordinaria; per loro la società è un’azienda, ma al tempo stesso una famiglia, in cui si crede molto nel valore del lavoro e del sacrificio per migliorare e ottenere risultati, senza le pressioni che ci potrebbero essere in un club di vertice”.

Brescianini: “Gasp ci spreme e i risultati arrivano”

Spazio poi alla prima Stella del Dossena, il centrocampista dell’Atalanta Marco Brescianini, che aveva partecipato al “Dossena” nel 2017 con la maglia del Milan: “È stato il mio primo torneo con la categoria Primavera, un gran bel ricordo per me. Poi ho fatto gavetta in vari club, tra cui Cosenza ed Entella, fino ad essere acquistato dal Frosinone, che ha creduto in me ed è stato un trampolino di lancio. Ora sono in un club prestigioso come l’Atalanta e non potevo chiedere di meglio. La mia giornata? Ci alleniamo specialmente nel pomeriggio: dopo pranzo il mister ci spreme al massimo e i risultati si vedono, anche dal punto di vista della mentalità. Hobby? Chi pratica calcio a livello professionistico lo fa per pochi anni, quindi il mio focus è prevalentemente sul lavoro. Oltre a questo, mi piace passare tempo con la mia ragazza e il mio cane. Nazionale? Come tutti i bambini che giocano a calcio, anch’io ho sempre avuto il sogno di partecipare al Mondiale”.

Amelia: “Allenatore? Mi hanno convinto i mister”

La seconda Stella sul palco del San Domenico è l’ex portiere Marco Amelia, nell’annata appena conclusa tecnico della Nuova Sondrio: “La mia intenzione era di ritirarmi, ma negli ultimi anni di carriera i mister mi hanno convinto a intraprendere questa avventura. Ho avuto la fortuna di essere stato allenato da alcuni dei migliori tecnici in circolazione e ho cercato di imparare da ognuno di loro, applicando i miei principi. Quest’anno da penultimi, quando sono arrivato a Sondrio, siamo arrivati a metà classifica: sono molto soddisfatto del lavoro svolto. Al Dossena ho partecipato nel 2002 con la Nazionale di Serie C, di cui ero capitano. È stata una bella manifestazione, fondamentale per far fare il salto ai giovani che vi partecipano. Mondiale 2006? Mi ricordo che in finale, in panchina con l’altro portiere Angelo Peruzzi, ai rigori non campivamo più nulla. Abbiamo chiesto al quinto uomo se quello di Grosso fosse l’ultimo, per fortuna lo era”.

Grosso: “Impegnarsi sempre, per raggiungere traguardi inimmaginabili”

Proprio Fabio Grosso, mister del Sassuolo, è stato la terza Stella del Dossena, ma non potendo essere fisicamente presente il premio, dopo l’intervento tramite collegamento telefonico, è stato consegnato a Carnevali: “Il rigore decisivo è un piacevole tormento che mi accompagna, un ricordo del quale non posso dimenticare quanti anni sono passati: la nascita di mio figlio nel 2006 mi aiuta. Il passaggio da trequartista a terzino? Può sembrare un passo indietro, ma io l’ho vissuto come qualcosa che mi è servito per crescere, mattoncino dopo mattoncino. Nella mia carriera ho sempre spostato in avanti l’asticella, arrivando dove non avrei mai potuto immaginare: sognavo di giocare in Serie A, poi in Nazionale e mai avrei pensato di calciare un rigore decisivo in finale di un Mondiale: la vita è piena di sorprese”.

Premi Redaelli e riconoscimento al Tennis Club Crema

Premiata poi sul palco il sottosegretario regionale con delega a Sport e Giovani Federica Picchi, che ha promosso un bando per gli impianti sportivi: “La nostra regione è quella che vanta più impianti e spazi sportivi, ma molti sono un po’ vetusti. Il bando è una grande opportunità”. Spazio poi ai premi Redaelli per il valore etico e del fair play de Gli Insuperabili, squadra sportiva inclusiva, e di Giulia Mapelli, atleta della squadra di pattinaggio cremasca Roller Power Us Acli, che a Catania ha rinunciato alla medaglia, pensando se la meritasse di più l’avversaria e amica, sfortunata in gara. Dulcis in fundo, il riconoscimento al Tennis Club Crema, che lo scorso dicembre ha riportato il tricolore in città dopo 37 anni laureandosi per la quarta volta nella sua storia campione d’Italia. Il presidente Stefano Agostino ha sottolineato come sia stato determinante nella cavalcata vittoriosa la valorizzazione del vivaio, fiore all’occhiello del circolo cremasco.