Un pane a forma di cuore stretto nelle mani dello chef è l’immagine, tra quelle affisse alle pareti dell’ex Teatro Leone di Castelleone in occasione dell’evento, che meglio descrive ‘L’emozione di un menù’, giornata evento dedicata all’omonimo libro dello chef Carmine Migliaro. Un momento di alta cucina, di scienza e di sentimento che ha calamitato l’attenzione di decine e decine di persone, capaci di gremire, domenica scorsa, i capienti spazi della sala di via Garibaldi.
L’occasione l’ha data la pubblicazione del primo lavoro editoriale di Chef Migliaro. Un volume che non è un libro di ricette come se ne sono visti altri. È molto di più. È un viaggio tra le emozioni che un menù crea o che un menù fanno nascere. Del resto la cucina è un atto d’amore, sia quando la mamma si mette ai fornelli per preparare pietanze gustose e nutrienti per i suoi figli, sia quando gli stessi ne apprezzano il sapore; sia quando uno chef legge nei desideri di chi siede alla sua mensa, sia quando i commensali sentono il cuore palpitare prima guardando e poi assaporando un piatto gourmet. Dietro a tutto questo c’è la neurogastronomia, una scienza che lega la testa al cibo, il cervello alla gola, il bisogno di un alimento alla realizzazione del desiderio.
La giornata di presentazione del libro è stata anche l’occasione per realizzare una piccola mostra di opere d’arte con una cornice tonda, quella dei piatti dello Chef ripresi dalle fotografie di Pathos Studio. Non è mancata l’estrazione di un premio a chi ha deciso di concedere al proprio palato e ai propri occhi un’occasione di gioia: una cena gourmet per due persone offerta da Migliaro. Ad aggiudicarsela è stato Vincenzo Milanesi.
Approfondimenti su Il Nuovo Torrazzo di sabato 20 luglio













































