I Manifesti di Crema. L’incontro con Younnis Tawfik

I Manifesti di Crema hanno ospitato, venerdì 28 giugno a CremArena, lo scrittore (di prosa e di poesia) nonché uno dei massimi conoscitori del Medio Oriente, Younnis Tawfik, da anni fuggito dall’Iraq di Saddam Hussein anche grazie all’amore per Dante: “Volevo leggere la Divina Commedia in italiano, non in arabo che impedisce di coglierne la bellezza dei versi e la sua musicalità. Grazie a un mio conoscente sono approdato a Torino dove ho potuto imparare l’italiano e, finalmente leggere la Divina Commedia integrale (gli arabi la ‘depurano” di alcuni versi concernenti Maometto)”.

In dialogo con Giovanni Bassi – che ha espresso gratitudine al pubblico che sta seguendo la rassegna e che era numeroso anche venerdì – Tawfik ha iniziato la presentazione del suo ultimo libro L’Isis raccontato da mia madre distinguendo l’Islam politico da quello non politico e definendo correttamente il termine jihad, il cui significato originale è “sforzo” da compiere nella vita per combattere il nemico che sta dentro di noi e che, per i musulmani, non permettere di seguire i precetti dell’Islam.

Poi il termine è stato strumentalizzato divenendo lo sforzo per combattere i nemici esterni, per una sorta di guerra di difesa. L’Islam politico manipola i giovani e li pone davanti al sacrificio estremo per combattere i nemici e approdare alla vita eterna, idea che nel tempo è degenerata sempre più.

L’inferno di Mosul

“Per l’Isis l’Occidente è il nemico perché liberale e anche gli intellettuali, musulmani inclusi, fanno paura perché appartengono alla società corrotta. Nostro dovere è fare fronte comune contro i fanatici” ha dichiarato Tawfik che si è poi concentrato sulla situazione di Mosul, l’antica Ninive, città dalla storia ancestrale occupata dall’Isis che ne ha rovinato lil fascino. Abitare a Mosul durante il periodo dell’occupazione era infernale: vietata la Tv, chiusi i bar, i parrucchieri, impossibilità di possedere i cellulari, obbligo di indossare il burka per le donne, divieto all’istruzione per le ragazze e uccisione delle donne medico…

Un incubo! Grazie a un telefono mantenuto nascosto dalle sorelle e dalla madre è venuto a conoscenza di quanto accadeva nella sua città dove riuscì a tornare per vedere un’ultima volta la madre. “Noi musulmani non politicizzati siamo le prime vittime dell’Isis e del fanatismo islamico” ha chiarito Tawfik. Del resto chi ha avuto la fortuna di leggere Il cacciatore di aquiloni o Mille splendidi soli di Khaled Hosseini (ambientati in Afganistan, ma che parlano anch’essi di fanatismo islamico e Occidente) già conosceva come, gli stessi islamici moderati rischiano la vita (come, attualmente le donne che non vogliono portare il velo in Iran) minacciati da un muro di fanatismo politico, religioso, economico e di grande ignoranza.

I prossimi appuntamenti

Dopo l’incontro con Domenico Quirico di sabato 29 giugno, I Manifesti di Crema torneranno mercoledì 10 luglio con Fabio Canessa che, accompagnato al pianoforte da Enrico Tansini, interverrà sul tema Marco Polo il mercante di Venezia. Giovedì 11 luglio Canessa, Bassi, Tiziano Guarini e Tansini dedicheranno una serata agli “amici assenti”, a chi nel corso degli anni è intervenuto a I Manifesti e a Crema del Pensiero e ora non è più tra noi.