A Crema si è festeggiato l’arrivo della primavera un giorno in anticipo e in grande stile. Nella tarda mattinata di oggi, domenica 20 marzo, in via Pandino è stato inaugurato il Bosco del Tempo, della Musica e della Memoria. Un luogo della memoria, appunto, per ricordare le vittime del Covid-19, ma anche uno spazio per costruire il futuro, insieme. Per realizzarlo sono stati piantumati 77 alberi, ora piccole piante ma tra qualche tempo grandi con foglie e frutti.
Per l’occasione sono intervenuti autorità (civili e religiose), diverse realtà del territorio e un folto gruppo di cittadini.
Un Bosco per ricordare quanti ci hanno preceduto e le vittime Covid
La cerimonia d’inaugurazione del Bosco della musica e della memoria si è aperta all’insegna niente meno che della musica, precisamente quella suonata dal bravissimo e applaudito Corpo Bandistico Giuseppe Verdi di Ombriano.
L’assessore all’Ambiente, Matteo Gramignoli, per l’occasione nelle vesti di presentatore, ha ricordato come l’inaugurazione sia giunta dopo due anni difficili all’insegna di una pandemia che ha rallentato i vari progetti. Tra cui anche quello del Bosco, proposto al Comune di Crema tre anni fa.
“Un modo bello per ricordare coloro che ci hanno preceduto, hanno sofferto e perso la vita causa Covid” ha commentato don Mario Botti, parroco di Ombriano, prima di impartire la benedizione ai presenti e al “nuovo” spazio. Il suo auspicio è che questa memoria possa trasformarsi in sentimenti di pace.
Un luogo della memoria, ma anche della socialità
Il primo cittadino ha sottolineato l’importanza della data del 20 marzo: esattamente due anni fa arrivava nella nostra città l’Esercito italiano e in breve tempo allestiva l’ospedale da campo. Rievocando brevemente quei tragici momenti, i più bui della pandemia per la nostra comunità, Bonaldi ha spiegato come attraverso il Bosco tanti cremaschi vogliano ricordare una persona cara a loro venuta meno causa Covid.
“Questo Bosco, però – ha aggiunto – vuole essere anche un luogo di vita, di socialità”. Già, perché come la pandemia ci ha insegnati nessuno si salva da solo.
“La socialità è la nostra forza – ha dichiarato -. Questo è quindi un luogo che la sollecita”.

Il Bosco conta ben 77 piante
Quello a Crema è il secondo Bosco della musica e della memoria a livello nazionale. Il primo è stato realizzato nel 2019 a Colorno (Parma). Lo ha ricordato Roberto Reggiani, che insieme a Paola Cavallini sono stati i progettisti di questa meraviglia.
“Sono state posizionate 77 piante e sono state distribuite per creare delle aree” ha spiegato Reggiani. E a quanti chiedono se siano terminati i lavori, risponde che c’è ancora tanto da fare: per esempio delle targhette di legno per indicare le diverse piante (saranno gli alunni della scuola vicina a realizzarle?), l’aggiunta di qualche arrendo.
Un Bosco tutto da vivere
I presenti hanno poi avuto modo di iniziare a vivere questo Bosco camminando nel verde e ammirare le piccole piante, alcune già con dei colorati fiori.





















































