Bus dirottato – In Appello ridotta a 19 anni la condanna a carico di Ousseynou Sy

La fuga dei ragazzi dal bus bloccato dai Carabinieri prima che il rogo lo distruggesse

Il secondo grado di giudizio nel processo a Ousseynou Sy, l’autista senegalese che il 20 marzo del 2019 dirottò il bus col quale avrebbe dovuto riportare in classe cinquanta studenti delle scuole ‘Vailati’ di Crema e i loro insegnanti e bidelli, si è chiuso ieri. In primo grado Sy era stato condannato a 24 anni di reclusione, oltre che ai risarcimenti alle famiglie dei ragazzi e agli operatori scolastici. Oggi nel primo pomeriggio i giudici della Corte d’Assise d’Appello di Milano hanno ridotto la pena a 19 anni, in quanto non è stata riconosciuta l’aggravante della premeditazione alle lesioni. Non è stata accolta la richiesta della Procura di non mitigare la sentenza emessa a luglio. In termini di responsabilità civile è stata stralciata la posizione del MIUR, riconosciuta invece in primo grado, mentre è rimasta quella in capo ad Agi, della quale Sy era dipendente. Non tutte le parti civili si sono dette soddisfatte, attendono quindi le motivazioni per il ricorso in Cassazione.

L’assessore regionale alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia Locale, Riccardo De Corato, ha commentato la sentenza emessa nei confronti di Ousseynou Sy. “La decisione della Corte d’Assise d’Appello di Milano – ha affermato De Corato – di ridurre la condanna da 24 a 19 anni di reclusione, è un pessimo segnale. Le frasi pronunciate dal criminale per cercare di sminuire il suo gesto motivandolo come ‘vendetta’ per i migranti morti in mare, non possono attenuare la gravità dell’accaduto. Infatti è solo grazie al coraggio dei ragazzini a bordo del bus, abili nel chiamare i soccorsi, e al tempestivo intervento dei Carabinieri di San Donato Milanese, che il sequestratore non ha portato a termine il suo folle gesto. A loro rivolgo, nuovamente, il ringraziamento per aver evitato una strage di 50 persone innocenti”.

Questa sentenza, purtroppo – ha concluso l’assessore regionale – suona come uno schiaffo in faccia agli ostaggi, alle loro famiglie e agli uomini in divisa. Mi auguro che il sequestratore sconti tutti gli anni di condanna senza benefici o ulteriori riduzioni di pena”.