“Il mistero della pittrice ribelle”: il romanzo della cremasca Chiara Montani, edito da Garzanti

Montani

È da poco più di un mese nelle librerie il romanzo della cremasca Chiara Montani dal titolo Il mistero della pittrice ribelle, edito da Garzanti. Natali milanesi, una lunga permanenza a Lodi, da oltre 20 anni vive nella nostra città che trova bella e accogliente.
Architetto, arteterapeuta, ha lavorato nel campo del design, della grafica e dell’arte, esplorando varie tecniche e materiali e partecipando a esposizioni in Italia e all’estero. Conduce da anni atelier sulle potenzialità terapeutiche del processo creativo. Da sempre amante della scrittura ha debuttato pubblicando, per un piccolo editore, Sofonisba. I ritratti dell’anima, lavoro presentato a Crema, al Caffè Letterario…

Se nel primo romanzo ha indagato la vita di una delle prime pittrici della storia dell’arte, donna forte che si è dovuta imporre in un mondo per cui era negata la declinazione al femminile, in questo romanzo quanto troviamo di vero e quanto di finzione?

“Ne Il mistero della pittrice ribelle racconto una vicenda di fantasia, ma estremamente verosimile. Se sappiamo infatti che Piero della Francesca, tra i personaggi principali della mia storia, non lavorò a Firenze – dove il romanzo è ambientato – ho però trovato un collegamento tra uno dei più misteriosi pittori italiani, Piero, appunto, e la città dei Medici dove Domenico Veneziano ricevette un incarico; tra i suoi ‘garzoni di bottega’ risultava anche Piero di Benedetto da Borgo, (ossia Piero della Francesca). Da qui l’appiglio per narrare in una Firenze fedelmente rinascimentale, epicentro della pittura, insieme a Roma, la vicenda che ho amato raccontare su uno sfondo del tutto verosimile”.

Il mistero della pittrice ribelle

Come già evidentemente emerso, l’autrice ha una particolare predilezione per le eroine e anche nel libro pubblicato per Garzanti (ma in realtà ‘litigato’ da diverse importanti case editrici fra le quali l’autrice ha scelto, appunto l’editore milanese, fra i più antichi e prestigiosi d’Italia), la protagonista è donna: Firenze 1458. Lavinia è la giovane e vivace Chiara Montaninipote di Domenico, un noto bottegaio d’arte nel centro di Firenze. La ragazza, non ancora diciottenne, è la figlia della sua defunta sorella ed è stata da lui amorevolmente adottata. Lavinia, affascinata dal mestiere dello zio e dotata anch’essa di talento artistico, segretamente ne studia e osserva le movenze, la tecnica pittorica, l’uso sapiente della tavolozza di colori. Il giorno in cui nella bottega di suo zio entra un carissimo amico di lui che porta il nome di Piero della Francesca, il destino della giovane ragazza è destinato a cambiare. Piero diventa un ospite dello studio di Domenico; lavora ad un’opera particolarmente importante che si chiama ‘La flagellazione di Cristo’. Lavinia lo osserva ammirata e piena di incanto. E anche Piero sembra accorgersi di lei pur essendo taciturno e schivo. Ha intuito il suo talento artistico e, sfidando le convenzioni del tempo, convince Domenico a farla lavorare con loro. L’operosità dell’ospite e dell’intera bottega vengono però interrotti da un fatto clamoroso.
Un omicidio in città sconvolge la vita di Domenico, il capo bottega, accusato di esserne il responsabile. Una vicenda dai contorni nebulosi, con implicazioni politiche e sociali, nella quale Piero comincia a indagare non senza il timore di pericoli. Lavinia, sia pure incontrando molte resistenze, decide che non può essere relegata al ruolo di semplice osservatrice e chiede di seguirlo nella ricerca della verità. E così entrambi entrano a far parte, loro malgrado, di un grande, metaforico affresco che ha i tratti sanguigni del mistero e dell’amore.

È soddisfatta di come sia stato accolto il suo libro che sta avendo un ottimo successo?

“Sì, vedere il volume svettare tra quelli esposti nelle librerie è una soddisfazione, così come la positiva critica pubblicata sul Corriere della Sera che ne ha apprezzato stile e vicende. Stanno andando molto bene anche le presentazioni online, ne sto facendo davvero moltissime, ma spero, per Crema di poter presentare il libro in presenza!”.
Ce lo auguriamo tutti così come auspichiamo che la verve creativa e letteraria di Montani non si esaurisca (ci ha confermato che sta già lavorando al seguito de Il mistero della pittroce ribelle, “il contesto rinascimentale sarà il medesimo, ovviamente cambierà la città”): apprezziamo da sempre le donne che, consapevoli del loro talento, lo sanno valorizzare con intelligenza, per poi essere loro a raccoglierne i meritati frutti.