CORONAVIRUS – Crema deserta, recepite le indicazioni governative

Crema
Piazza Garibaldi (foto di repertorio): uno dei distributori automatici si trova qui

Se già la scorsa settimana la città si presentava pressoché deserta, in questi giorni gli appelli governativi e comunali sono stati recepiti con ancor più rigore e davvero a Crema e nei quartieri si sono viste pochissime persone. 

Niente “giro” in centro per i giovani e neppure per gli over 65: al massimo, tra sabato, domenica e oggi, qualche pensionato ha raggiunto velocemente l’edicola vicino a casa per comprare il giornale. Poi subito il rientro tra le pareti domestiche. Non è il momento dell’appuntamento con l’amico! La passeggiata rispettando la “distanza sociale” è possibile – non incentivata – ma sempre meno gente nel weekend è uscita di casa. Bene così!

L’indicazione di “rimanere a casa”, quindi, è stata presa sul serio. Per tutto il fine settimana, e anche nei giorni successivi, la Polizia Locale ha diffuso in tutte le strade, tramite altoparlante, le indicazioni governative. Un’azione che qualcuno ha interpretato con sorpresa e timore, ma che andava proprio nell’altra direzione, quella di rassicurare i cittadini circa i controlli delle forze dell’ordine. “Non è stata una decisione presa a cuor leggero, anzi ci abbiamo pensato e riflettuto il tempo necessario. Ma poi ci siamo detti che anche questo andava fatto”, ha commentato il sindaco Stefania Monaldi. Polizia Locale, Polizia di Stato e Carabinieri, anche nell’emergenza, sono e saranno sempre una presenza rassicurante.

Come ha specificato anche l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, quando ancora non avevamo la consapevolezza dell’estrema gravità della situazione e le misure ora vigenti non erano ancorà realtà, qualcuno ha “abusato” della libertà, uscendo più del dovuto. È chiaro che questi eventuali casi, sorgeranno in questi giorni, atteso che “il Coronavirus ha un’incubazione tra i sette e i dieci giorni e può arrivare a quattrordici”.

 “Le regole vanno prese sul serio – ha riflettuto la Bonaldi nei giorni scorsi – senza spaccare il capello in quattro e senza credere di essere superiori, perché il virus non guarda in faccia a nessuno e gli ospedali lombardi sono già adesso in enorme affanno. Per farcela abbiamo bisogno dell’impegno di tutti”.