CREMA – La mostra ‘Arte e carità’ dal 23 febbraio in Fondazione San Domenico

Arte e carità in mostra: gli spazi espositivi della Fondazione San Domenico aprono a un allestimento straordinario che verrà inaugurato domani, sabato 23 febbraio alle ore 17. Non dipinti o sculture ma mobili (per la camera, il soggiorno, la casa intera…), pezzi unici realizzati dagli artigiani andini dell’Operazione Mato Grosso. Una lunga storia di solidarietà, amore e impegno porta anche a Crema questi meravigliosi oggetti che rimarranno in mostra (dove potranno essere commissionati per realizzazioni anche su misura) fino a domenica 10 marzo (orari di visita da martedì a sabato dalle ore 15 alle ore 18 e domenica dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 15 alle ore 18). Martedì mattina il segretario del Cda della Fondazione Antonio Chessa, la consigliera Letizia Guerini Rocco e i volontari Enzo Marinelli, Alessandro Sburlati e Francesco Bossini hanno raccontato la lunga, bellissima vicenda che ‘dona’ a Crema e a tutti i cremaschi questa importante opportunità. L’operazione Mato Grosso è nata nel 1967 come movimento educativo e missionario a opera di padre Ugo De Censi, salesiano valtellinese che volle aiutare la popolazione peruviana, che viveva in estrema povertà, organizzando una scuola di incisione e falegnameria. I primi mobili realizzati furono ammirati anche dal mobiliere Rivadossi che propose una formazione dei falegnami andini per realizzare mobili commerciabili in Italia, per andare in contro al gusto europeo. Da allora numerosissime sono le esposizioni permanenti o  temporanee che vengono organizzate ogni anno nel nostro Paese anche grazie alla collaborazione dell’associazione di volontariato Don Bosco 3°. Nella nostra città l’evento viene realizzato per la prima volta e si presenta come imperdibile: i mobili esposti sono opere d’arte artigianale, tutti con incastro a vista e realizzati con legni che provengono dal Sudamerica: il lenga, un ciliegio sudamericano dalla venatura molto particolare, il nogal, legno di noce piuttosto scuro e un rossiccio cedro. Al di là del valore artistico di ogni pezzo è quanto ha portato alla sua realizzazione che ne accresce ulteriormente il valore. In Perù la povertà porta i campesinos a scendere dalle Ande verso le grandi città come Lima (11 milioni di abitanti) o Cimbote, città costiera che conta un milione di persone e dove opera una missione sempre fondata da padre Ugo (nominato patrono della città ancor prima della sua morte avvenuta nel dicembre del 2018). I campesinos cercano fortuna e una vita migliore ma incontrano baracche e povertà. Padre Ugo per aiutarli costruì la scuola di falegnameria e produzione mobili coinvolgendo oltre 500 ragazzi. Ancora oggi accedere a questo percorso formativo è molto ambito: gli studenti vengono scelti tra i ragazzi più poveri e seguiti nel loro percorso. Anche a Crema sta nascendo un gruppo di volontari dell’Operazione Mato Grosso che durante il periodo della Quaresima raccoglieranno alimenti a lunga conservazione da inviare in missione (per informazioni contattare Marco tel. 339.1409393). “Tutto ciò che viene raccolto in Italia va in carità” è stato più volte sottolineato durante la conferenza stampa di martedì. Dunque moltissimi sono i motivi per visitare la mostra e lasciarsi affascinare da questa straordinaria storia di arte e solidarietà.