Crema – L’Arma incontra i profughi: lezione di legalità

Il maggiore Carraro tra i profughi incontrati questa mattina

Sempre più spesso accade che alcuni profughi vengano deferiti per reati contro il patrimonio o concernenti il traffico di stupefacenti o per comportamenti inerenti la prostituzione. L’integrazione passa sicuramente attraverso il rispetto delle regole che devono però essere conosciute ma soprattutto insegnate.

Alla luce di tale situazione, il maggiore dell’Arma Giancarlo Carraro è stato invitato dal presidente della Caritas di Crema, don Francesco Gipponi, a tenere alcuni incontri ai profughi che studiano nelle strutture messe a loro disposizione dalla Diocesi di Crema, parlando di legalità, cioè del rispetto delle regole.

Nella mattinata odierna il comandante della Compagnia Carabinieri di Crema ha incontrato un folto gruppo di ragazzi provenienti da vari stati africani (Senegal, Nigeria, Mali, Guinea, ecc…) spiegando le regole basilari della civile convivenza, per poter essere loro stessi protagonisti dell’integrazione. A loro è stato rappresentato che le “scorciatoie” spesso portano a guai seri e al rischio di essere condannati ed espulsi dall’Italia per aver commesso reati.

“Il momento – spiega Carraro – è stato importante anche per far conoscere le Forze dell’Ordine e chiarirne compiti e azioni. Conoscere Carabinieri, Polizia etc, vuol dire rispettarli, soprattutto capendo quali sono le loro competenze (es. controllo dei documenti ai fini identificativi). L’invito che ai ragazzi è stato rivolto è quello di impegnarsi e non rimanere magari ad oziare tutto il giorno seduti sulle panchine con il telefono in mano. Tutti i presenti si sono dimostrati molto educati ed attenti e particolarmente interessati alla lezione sulla legalità. Al termine della lezione sono state formulate diverse domande e tra queste la richiesta di poter lavorare per poter sostenere economicamente i familiari rimasti in Africa”.

In passato l’Arma dei carabinieri di Crema non ha mai tenuto simili incontri ma rivolti piuttosto alle scuole o alle fasce più deboli (anziani). Nei prossimi giorni, invece, ne seguiranno altri con altre classi di studenti stranieri.