“Lo smog dalla Paullese ci è stato consegnato a domicilio, proprio nel cuore del paese”. Questo lamentano Alberto Castellazzi, Eleonora Papparella e Ivo Lunghi, referenti del Comitato contrario alle modifiche della viabilità lungo la ex strada statale 415 introdotte dal sindaco Piero Guardavilla e dalla sua Giunta. A nome dei 262 firmatari della petizione recapitata in Comune e rimasta praticamente senza risposta, chiedono il ripristino della situazione ex ante facto, ovvero prima che gli ingressi in paese, provenendo da Castelleone, in via Colombo e in viale Rimembranze, venissero chiusi, con la contestuale trasformazione delle due arterie in sensi unici in entrata.
La richiesta, la lamentela e la preoccupazione sono suffragate da dati che preoccupano. “I dati sulla qualità dell’aria delle ultime ore sono impietosi e dipingono uno scenario allarmante: il piccolo centro cremasco registra un indice AQI di 170 (livello ‘Scarso’), superando nettamente una metropoli come Milano, ferma a 119. Com’è possibile che un paese immerso nella campagna abbia un’aria più insalubre del capoluogo lombardo? La risposta, secondo noi e secondo molti residenti e automobilisti esasperati, va cercata nella recente rivoluzione della viabilità e nella gestione dei semafori lungo la Paullese”.
La situazione descritta dai ‘contras’ è supportata dai dati dei navigatori e delle app che fotografano la qualità dell’aria. “Le code interminabili che si creano al semaforo lungo la Paullese stanno trasformando la statale in un parcheggio a cielo aperto con motori accesi”.
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