Fondazione San Domenico. Galleria Arteatro: apre la stagione il progetto fotografico di Pietro Arrigoni

Riparte la nuova stagione della Galleria Arteatro presso la Fondazione San Domenico.
Il 12 settembre alle ore 18 verrà presentato il progetto fotografico di Pietro Arrigoni, creativo, regista teatrale e fotografo.
La mostra, dal titolo Studi sulla poltrona 0999. Homo sedens: filosofia dell’uomo seduto, sarà visitabile a ingresso libero fino al 5 ottobre: da martedì a sabato dalle 16 alle 19 e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.

Il fulcro del percorso è la poltrona

“La poltrona, come molti mobili, è un calco del corpo umano: una forma vuota che lo accoglie. In questo progetto, però, non si limita ad accoglierlo, ma diventa metafora e strumento di espressione: racconto, pensiero, gioco, timore, pianto e riflessione attraverso la fotografia” spiega Arrigoni.
La poltrona non è solo un oggetto funzionale, ma un “palcoscenico” che accoglie il corpo, permettendogli di parlare o di restare in silenzio. È una danza di forme che racconta storie, evoca ricordi e stimola riflessioni. Nell’immaginario collettivo, la poltrona è un elemento simbolo della psicoterapia e dell’indagine introspettiva, resa famosa anche da Sigmund Freud, che ne ha fatto uno spazio iconico del pensiero psicoanalitico.
Continua l’artista: “Dopo il successo del progetto fotografico Take Care: La garza come cura, dedicato alla garza come simbolo di protezione e guarigione, desidero proseguire il mio viaggio artistico dentro il tema della cura. La poltrona, con le sue molteplici valenze simboliche, diventa ora il fulcro di un nuovo percorso: uno spazio interiore da esplorare attraverso l’arte.”

Il consigliere Imperatori Antonucci: “Verso l’essenza delle cose”

“Raramente ho incontrato un artista con più urgenza di senso, con un desiderio così viscerale di esplorare in profondità, in ampiezza, in ogni direzione possibile – spiega Arwen Imperatori Antonucci, consigliere della Fondazione San Domenico, delegato alla Commissione arte e alla cultura -. Quello di Arrigoni è un attraversamento oltre il visibile e il formale, una ricerca capace di intrecciare estetica e pensiero, un invito a fermarsi, guardare, dialogare. L’esposizione fotografica è un pretesto – di per sé stesso di altissima qualità, va detto – per spingersi oltre l’oggetto e ritrovarsi immersi tra il concreto e il simbolico, tra la base e l’altezza, tra il quotidiano e l’universale. Siamo certi che lo sguardo sensibile di Pietro, accompagnato dalle voci autorevoli di esperti d’eccellenza, sarà capace di condurre tutti noi visitatori, con squisita intelligenza, verso l’essenza delle cose.”

L’esposizione e la motivazione della scelta della poltrona

Il progetto non si limita a valorizzare l’estetica e il design, ma esplora anche i significati simbolici, culturali e sociali legati alla poltrona, includendo momenti di approfondimento con ospiti di rilievo.
Saranno esposti 49 ritratti in bianco e nero in grande formato, ognuno rappresentante un partecipante al progetto, e 3 immagini a colori per ogni partecipante, come corredo visivo aggiuntivo, per arricchire la narrazione e offrire prospettive diverse.
Arrigoni si occupa professionalmente di regia teatrale, public speaking, formazione, pedagogia del teatro, direzione creativa di eventi letterari ed enogastronomici, progetti nell’ambito sociale e educativo.
Abbiamo chiesto all’artista come mai abbia scelto proprio la poltrona per questa sua nuova esposizione: “La poltrona è un oggetto che porta con sé una forte connotazione storica e simbolica. È allo stesso tempo luogo di confort e introspezione, uno spazio in cui ci si adagia fisicamente e mentalmente. Attraverso un approccio creativo, desidero renderla un mezzo per raccontare a sé stessi e agli altri, una chiave per indagare e rappresentare il rapporto tra corpo, mente e ambiente. L’ergonomia della poltrona racconta l’atteggiamento del corpo nel suo spazio più intimo, la casa, e le relazioni che in essa si instaurano. La sua struttura, pensata per adattarsi alle curvature del corpo umano, diventa una sorta di guscio’ che accoglie, protegge e favorisce l’espressione di sé.”

Il rovescio della poltrona

In merito allo “shooting fotografico” aperto a tutti, l’obiettivo è stato quello di realizzare una “mappatura delle attitudini e intenzioni” legato al rapporto con la poltrona. Le immagini scattate raccontano storie di cura, riflessione e umanità, con un approccio artistico e simbolico.
“Confido che il progetto possa suscitare il suo interesse e stimolare un dialogo su possibili modalità di collaborazione ed esporre la mostra fotografica” afferma Arrigoni.
La poltrona utilizzata per lo shooting sarà esposta e fungerà da catalizzatore per incontri e dialoghi culturali.
Accanto alla mostra fotografica si terrà infatti Il rovescio della poltrona. Il fascino delle cose imprevedibili – riflessioni a margine di una poltrona, un ciclo di incontri con professionisti provenienti da diversi ambiti: psicologia, arte, design, antropologia e altro ancora. Ogni appuntamento, della durata di circa mezz’ora, sarà aperto al pubblico e includerà un momento di dialogo con l’ospite.
“Con questo ciclo di incontri, vogliamo osservare, ascoltare, riflettere. Non tanto sull’oggetto in sé, ma sull’azione che esso invita a compiere. Abbiamo provato ad analizzare ciò che avviene quando un corpo si siede e si ferma – e, così facendo, parla. Mi ha colpito quanto una semplice poltrona possa diventare uno specchio, un contenitore, una soglia. Un modo per entrare in contatto con qualcosa di più profondo. Con ciò che siamo quando smettiamo di correre, e finalmente ci lasciamo andare. In fondo, credo che ogni volta che ci sediamo in una poltrona, stiamo raccontando qualcosa di noi – anche nel silenzio” conclude l’artista.
Gli approfondimenti relativi ai vari incontri sono disponibili online sul sito della Fondazione.