Organo cattedrale: dietro front della Libera Artigiani. Cosa è successo?

Dietro front: la Libera Associazione Artigiani – in una lettera inviata al vescovo Daniele Gianotti, al presidente del Capitolo della cattedrale don Ersilio Ogliari, al vicario generale don Attilio Premoli e al presidente del CdA della Cattedrale Marcello Palmieri – ha comunicato che non finanzierà più il restauro dell’organo della cattedrale. In verità la missiva è datata 6 dicembre 2024 e, forse, il presidente Marco Luca Bressanelli si sarebbe aspettato una risposta dalla diocesi che, a quanto pare, non è mai arrivata.

Progetto articolato

L’associazione degli artigiani, oggi a capo della filiera lombarda dell’Arte organaria, aveva recuperato risorse per ripristinare lo strumento musicale, che da oltre dieci anni, dagli ultimi restauri del duomo, riposa in un magazzino. I contatti con la diocesi erano cominciati nel luglio del 2023. “L’intento comunicato si è concretizzato in molteplici incontri con professionisti organari e altri tecnici che hanno consentito di verificare la fattibilità e percorribilità di interventi di ricostruzione e restauro dell’organo della cattedrale”, premette Bressanelli nel suo scritto. Aggiungendo che “le citate attività di verifica sono state improntate all’osservanza dei principi di buona fede e correttezza; a conferma di tale condotta è stato redatto un progetto articolato con la creazione di un rendering dettagliato mediante l’oneroso coinvolgimento di un professionista”.

Pronta la squadra

Ciò premesso la Libera Artigiani “all’esito delle verifiche, constatata l’assenza di presupposti propedeutici alla realizzazione di interventi di ripristino e restauro”, ha comunicato la propria volontà “di non intraprendere gli interventi oggetto della lettera d’intenti citata”.
La Libera, con tutte le difficoltà del caso, aveva riunito gli organari cremaschi: le ditte Giuseppe Scotti, Giovanni Tamburini, Pacifico Inzoli, Fratelli Denti, Casa Pedrini e il restauratore-architetto Paolo Mariani (nel ruolo di coordinatore), pronti a collaborare per il bene della cattedrale e della comunità cremasca. Dopo diciotto mesi in attesa di risposta la Libera ha gettato la spugna, probabilmente delusa dall’andamento della situazione.

Ricucire è possibile?

Non si comprende davvero perché non sia arrivata una risposta ufficiale della diocesi circa l’avvio del progetto, ormai in fase di decollo. Una presa di posizione potrebbe arrivare ora che il dado è tratto? Sarebbe auspicabile per capire cosa è successo per non sfruttare un’opportunità del genere per restituire ai cremaschi l’organo della cattedrale quando già s’erano tenuti incontri tra Vescovo, Libera e Sovrintendenza. Ora il nodo da chiarire è se esista ancora margine di manovra per mettere insieme i cocci e lavorare insieme.