Memoria. Il sindaco ai giovani: “Scelte coraggiose per fare la differenza”

La memoria come dovere verso le vittime dell’Olocausto, ma anche come responsabilità verso le generazioni presenti e future. Per non dimenticare. È partita da questi presupposti la rassegna La storia siamo noi che, in occasione della Giornata della Memoria, ha preso avvio con la cerimonia di oggi 27 gennaio, alle ore 10, in piazza Istria e Dalmazia. Tra i presenti i rappresentanti delle Forze dell’Ordine e delle associazioni combattentistiche e d’arma, il sindaco Fabio Bergamaschi (con l’intera Giunta), il presidente del Comitato per la promozione dei principi della Costituzione Iris Campostori e, soprattutto, tanti ragazzi delle scuole: studenti di Racchetti-Da Vinci, liceo artistico Bruno Munari, istituto Piero Sraffa e Iss Galileo Galilei.

Futuro più giusto

La commemorazione, dopo l’Inno d’Italia, ha visto la deposizione di una corona d’alloro al monumento realizzato dieci anni fa dal nostro giornale, con Il silenzio suonato alla tromba ad accompagnare l’emozionante momento. Il discorso commemorativo del sindaco s’è tenuto in sala Ricevimenti del municipio. “Oggi ci fermiamo a riflettere insieme su ciò che di più atroce e funesto è stato, ma soprattutto su ciò che non deve mai più accadere. La Memoria non è, infatti, un esercizio di nostalgia, né un rito formale: è uno strumento per costruire un futuro più giusto, più umano e libero dall’odio. Quell’odio razziale di cui oggi, al contrario, i nazionalismi e i populismi di ritorno arano il terreno”, ha detto Bergamaschi.

E oggi?

“Non credo possa sfuggirci, oggi, come la più grande strage di ebrei dopo la Shoah, quella del 7 ottobre 2023 – nella quale 1.200 persone, prevalentemente civili inermi, sono state barbaramente assassinate – sia passata sotto a troppi dei nostri occhi se non con indifferenza, con un certo grado di distacco. Certo, la violenta risposta del Governo israeliano, le migliaia di vite palestinesi da questa spezzate – anche in tal caso, in buona parte di civili innocenti – ha creato una comprensibile e doverosa empatia nei confronti della popolazione di Gaza e un modo semplicistico e sempre più diffuso di analizzare le cose del mondo, nella società dell’istante, fa sì che ciò che avviene dopo cancelli dalla memoria ciò che prima è stato”, ha aggiunto.

Consapevolezza ed esempio

Ma se la Giornata della Memoria è occasione di riflessione, il pensiero sull’oggi è proseguito. Agli studenti il sindaco ha spiegato che “senza memoria non c’è consapevolezza, e senza consapevolezza si rischia di ripetere gli errori del passato. La storia della Shoah, delle discriminazioni, della violenza nata dall’odio razziale e dall’indifferenza, deve rimanere viva per insegnarci a riconoscere e combattere le ingiustizie di oggi e di domani”.
Il primo cittadino ha poi proposto l’esempio di monsignor Francesco Bossi, “che ha scritto una pagina straordinaria di umanità proprio nella nostra città”. Proclamato Giusto fra le Nazioni nel 2014, monsignor Bossi si distinse per il suo coraggio accogliendo nella propria canonica, tra il 1944 e il 1945, il signor Aldo Ancona, un ebreo in fuga dalle persecuzioni razziali. Un esempio locale di solidarietà e resistenza morale di fronte agli orrori della guerra approfondito grazie al Centro Galmozzi e al Comitato della Costituzione

Tolleranza e rispetto

“La storia non è mai solo passata. Le pagine buie della Shoah non sono un capitolo chiuso, sono un monito. Oggi più che mai vediamo come l’intolleranza, il razzismo e la discriminazione ancora trovano spazio nella società. Sta a ciascuno di noi dire no all’odio, all’indifferenza, al disinteresse per gli altri”. Ai giovani Begamaschi ha chiesto “scelte coraggiose per fare la differenza: nel modo in cui trattate gli altri, nelle cause che scegliete di sostenere, nel rispetto che portate verso chi è diverso da voi”.