Agesci Scout Crema 3. Marcia a Caravaggio, il vescovo Daniele: “Pellegrini di speranza, capaci di testimoniarla e offrirla a tutti”

Gli Scout con il vescovo Daniele Gianotti presso la basilica di Santa Maria della Croce

Anche quest’anno si è rinnovata la tradizionale marcia degli Scout al santuario santa Maria del fonte di Caravaggio. L’evento, giunto alla 77esima edizione, si è svolto ieri, sabato 25 gennaio. Come sempre, a organizzarlo i Gruppi Scout Agesci Crema 3, Adulti Scout e amici dello scautismo.

Il saluto del vescovo Daniele Gianotti

Il pellegrinaggio notturno ha previsto il ritrovo di un buon numero di partecipanti con l’assistente don Giuseppe Dossena alle ore 19.30 nella basilica di Santa Maria della Croce. Qui i pellegrini hanno incontrato il vescovo Daniele Gianotti, che ha letto il suo messaggio di saluto, poi riportato nel Libro della Marcia.
Nel giorno della festa della conversione di san Paolo Sua Eccellenza ha paragonato la marcia degli scout al “grande camminatore che fu l’apostolo”. Ha ricordato come l’incontro tra Paolo e Gesù Cristo sia avvenuto lungo la strada per Damasco. “La strada è il luogo propizio per gli incontri – ha commentato -. Tutti gli incontri, quando il cuore è aperto a ciò che la strada ti può mettere davanti, possono lasciare il segno e determinare un futuro carico di promesse“.
Mons. Gianotti ha sottolineato come nei dieci anni del suo apostolato Paolo abbia percorso migliaia di chilometri, sempre orientato da Gesù Cristo. Era convinto che “la speranza non delude perché l’amore di Dio (cioè l’amore di Dio per noi) è stato riservato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Rm 5,5).
Come ricordato dal Vescovo, queste sono anche le parole scelte da papa Francesco per orientare il cammino della Chiesa nel Giubileo di quest’anno, che ha come motto “Pellegrini di speranza”.
“Siamo chiamati a testimoniare la speranza che ci riempie il cuore e che ha la sua radice nell’amicizia con il nostro fratello e Signore Gesù Cristo” ha proseguito, invitando a “farci pellegrini di speranza capaci di testimoniarla e offrirla a tutti”.
Dopo aver evidenziato come la marcia di quest’anno fosse nel segno della speranza che non delude, avendo punto di partenza e di arrivo due chiese giubilari, ha augurato una buona strada ai partecipanti.

La marcia: due soste e l’arrivo a Caravaggio

Al termine del saluto i pellegrini si sono messi in cammino. Lungo la strada per il santuario di Caravaggio preghiere e riflessioni, momenti di silenzio e condivisione. Due le soste: la prima a Campagnola Cremasca e la secondo all’oratorio di Capralba, dov’è stato allestito anche un rinfresco.
All’una circa i partecipanti hanno raggiunto la destinazione. Poi il ritorno a casa, ognuno con i propri mezzi.