Ritessere fiducia. Preghiera per le vittime di abusi

Nella quarta giornata di preghiera per le vittime degli abusi, veglia comunitaria questa sera alle 21, presieduta dal Vescovo Daniele nella basilica di Santa Maria della Croce.
L’abuso è uno strappo da ricucire, secondo il titolo della giornata: Ritessere fiducia.

Tema sviluppato nelle tre parti della veglia, presentata dal vicario generale don Attilio Premoli.

Primo momento

Nel primo momento (“Amati e perdonati”) si è ascoltato la lettura del Vangelo del figliol prodigo. Che varca la soglia di casa per uscire e poter condurre la vita come meglio crede. Ma il padre è pronto ad riaccoglierlo e ad abbracciarlo. Così anche per noi.
I presenti sono stati chiamati a scrivere su di un foglietto almeno tre doni di cui vogliono ringraziare il Signore. Sono stati poi posti sull’altare.

Secondo momento

Nel secondo momento (“Tu sei prezioso sei miei occhi”) è stato letto un brano del profeta Isaia: “Ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni. Io sono con te”.
Ha fatto seguito la lettura di un brano della Bolla di Indizione del Giubileo 2025 di Papa Francesco.
Dopo il salmo, i presenti sono stati invitati a scrivere una preghiera di speranza sul retro del cartoncino con l’icona della giornata. Cartoncini poi ridistribuiti all’uscita.

Terzo momento

Infine il terzo momento:”Figli mandati ad essere testimoni di speranza.” Dopo lettura di un breve brano della lettera di San Paolo ai Romani (“La speranza non delude perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori.”) e ancora della bolla del Giubileo sul tema della speranza, il vescovo Daniele ha proposto la sua riflessione.

Le parole del vescovo

“I primi mesi del mio episcopato ero ammirato di tutti coloro che partecipavano alla vita ecclesiale e agli oratori qui nella diocesi di Crema, ha detto. E poiché già si parlava, in quegli anni degli abusi sui minori, visitando questi oratori e i grest pensavo: le famiglie continuano a fidarsi di noi. Grande fiducia che chiama una grande responsabilità, come ha detto il profeta Isaia nella lettura appena proclamata: “Tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e ti amo. È quanto dobbiamo fare con i ragazzi.”
Ha letto poi brano che sottolineava la gravità degli abusi stessi di ogni genere e degli strascichi permanenti che lasciano nelle menti delle vittime.
“Quando la fiducia è stata tradita – ha concluso – abbiamo bisogno dello Spirito Santo, dolcissimo sollievo: dobbiamo invocarlo sino allo sfinimento!”