Importante pubblicazione. Giovanni De Fondulis

Mercoledì mattina, nella meravigliosa sala Pietro da Cemmo del Centro Culturale Sant’Agostino – Museo Civico di Crema e del Cremasco, è stato presentato da un parterre di autorità, il volume di Marco Scansani, che ha illustrato nel dettaglio la sua ricerca, Il fuoco sacro della terracotta. Giovanni de Fondulis tra Lombardia e Veneto.

Le parole dell’assessore Giorgio Cardile

Prima di entrare nell’argomento del corposo volume edito da Tre Lune di Mantova, Giorgio Cardile, intervenuto in luogo del sindaco Fabio Bergamaschi, ha portato i saluti dell’amministrazione ringraziando chi ha reso possibile la pubblicazione della rigorosa ricerca, accostando tale gesto a quello dei mecenati del Rinascimento: “Giandomenico Auricchio, commissario della Camera di Commercio di Cremona e Giorgio Olmo presidente dell’associazione Popolare Crema per il Territorio si meritano un plauso perché permettono che il pubblico e il privato collaborino e rendano fruibile l’attività accademica e non solo”.

L’intervento di Giandomenico Auricchio

Auricchio, che ha firmato la prefazione del libro, si è soffermato sull’importanza del De Fondulis, le cui opere sono distribuite in un gran numero dei musei del mondo. Ha inoltre ringraziato per la presenza e l’attività sempre positiva che compie, il Soprintendente Gabriele Barucca della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Mantova e Lodi. “La Camera di Commercio – ha quindi chiarito Auricchio – ha nelle sue competenze il dovere di promuovere le eccellenze che puntano sullo sviluppo dei beni culturali, e quindi anche del turismo”.

…E quello di Giorgio Olmo

Anche Olmo ha ribadito come l’associazione Popolare Crema per il territorio, che fa parte del Banco Bpm, voglia da sempre sostenere le iniziative di valore del territorio in quanto nel suo statuto ha la volontà di sostenere iniziative sociali, sportive e culturali come la pubblicazione di un libro di così alto interesse.

La presentazione del Spraintendente Gabriele Barucca

Articolate e approfondite le parole di Barucca intervenuto dopo un breve saluto e convinti complimenti all’autore da parte del presidente della Provincia di Mantova Carlo Bottani.
“Grazie per avermi invitato oggi e per avermi chiesto di scrivere una paginetta introduttiva va del libro – ha esordito Barucca –.

Lo studio, la ricerca e la valorizzazione di artisti come Giovanni de Fondulis, per anni non conosciuto anche per un vulnus subito da parte di un falsario, conferma l’ampiezza del patrimonio culturale italiano purtroppo andato in buona parte sottratto, dopo l’Unità d’Italia, da parte di altri musei del mondo in quanto gli italiani sono perfetti nell’arte dell’indifferenza nei confronti del loro patrimonio artistico e paesaggistico che invece andrebbe rigorosamente protetto (e a queste parole è partito un applauso da parte dell’ampia platea).

La terracotta fu per secoli il materiale dell’arte (sculture, paliotti, Compianti…) scalzata poi dal marmo e dal bronzo.

De Fondulis, per anni definito ‘Maestro degli angeli cantori’, nacque a Crema e questa sua appartenenza venne ribadita sempre. Era orgoglioso di essere un cremasco anche negli anni in cui lavorò, prima a Pavia, quindi a Padova dove approdò alla rivoluzione umanista toscana da Donatello agli altri e dove morì tra il 1486 e il 1491. Le sue opere vennero presto dimenticate proprio perché realizzate in terracotta e nemmeno il Vasari lo nominò nel suo Le vite de’ più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri. Eppure fu un grande, un grandissimo che seppe interpretare al meglio la rivoluzione umanistica passando da un’arte già bella, ma ancora gotica, a un’espressività figurativa e visiva che lascia incantati.

Per questo il lavoro di doviziosa ricerca scientifica tradottasi in un libro fruibile, compiuto da Scansani è fondamentale anche perché riscatta le arti cosi dette minori (gli ‘artigiani’ dell’oro, del legno, del vetro e appunto della terracotta) lasciate in disparte per troppo tempo anche in ambito accademico”.

Voce all’autore

È quindi intervenuto l’autore che avvalendosi anche di immagini ha reso evidente l’arte di Giovanni de Fondulis, la sua alta capacità interpretativa evolutasi nel tempo.
Ad esempio è stata messa a confronto una Madonna con Bambino realizzata dal De Fondulis e ora collocata a Credera Rubbiano con un’altra sua Madonna col Bambino del periodo padovano. Sebbene entrambe le opere fossero mirabili è più che esplicito il passo verso il Rinascimento che l’artista cremasco ha compiuto.

Il libro ricostruisce quindi e per la prima volta l’intera vicenda critica, biografica e artistica di Giovanni de Fondulis riconoscendo il peso straordinario che ebbe nella storia della scultura del Quattrocento.

Le opere in terracotta del cremasco e dei suoi seguaci hanno riempito le chiese, gli oratori, i palazzi del Nord Italia di statue, altari, rilievi, decorazioni: nel libro vengono finalmente esaminate, riprodotte a colori, e dunque valorizzate. Un’opera di grande formato e riccamente illustrata dedicata a un grande artista che, con questo lavoro, è stato riscoperto e che trova, finalmente, il suo riscatto.