Il comitato direttivo della Pro Loco di Rivolta d’Adda si sente in castigo e per questo ha elaborato un manifesto in cui contesta pubblicamente la scarsa considerazione dell’amministrazione comunale nei suoi confronti. Rimprovera a chi governa il paese: “La mancata applicazione dei contenuti dell’articolo 34 dello Statuto Comunale che prevede: ‘il Comune riconosce nella Associazione Pro Loco strumento di supporto per la promozione e tutela del territorio mediante la valorizzazione delle peculiarità storiche, artistiche, culturali, naturalistiche e sociali nonché di promozione dell’attività turistica’ e della Convenzione in atto che ritiene, la Pro Loco stessa, strumento di promozione del nostro territorio, nonché di impulso dell’attività turistica”.
Strepparola e i suoi contestano “la mancata convocazione della Pro Loco ai tavoli delle Consulte comunali in particolare a quello della Cultura, decisa dal sindaco con propria ordinanza sindacale del 16.11.2022”. “Il mancato coinvolgimento della Pro Loco alle varie iniziative organizzate dall’amministrazione comunale e delle Consulte”.
L’associazione tiene a evidenziare che “malgrado tutto ciò la Pro Loco continuerà la sua attività, raggiungendo, come è accaduto in più di 35 anni, risultati eccellenti, riconosciuti anche a livello nazionale e regionale, con la certezza che proseguirà la favorevole e calorosa partecipazione della cittadinanza rivoltana a tutte le sue iniziative, svolte gratuitamente”.













































