Congo: un convegno sulla situazione del Paese africano

Il gruppo dei congolesi organizzatori del convegno con il vescovo Daniele

Convegno questa mattina, presso l’auditorium Bruno Manenti sul tema: Prospettive e sfide della Repubblica Democratica del Congo. Organizzata dalla Associazione Comunità dei Congolesi in Italia. Sono meno di 3.000 i congolesi presenti in Italia e ci tengono a far conoscere la situazione del loro Paese.

Quando 21 febbraio 2021, è stato ucciso l’ambasciatore italiano in Congo, i congolesi italiani hanno incominciato a trovarsi e hanno deciso di fondare un’associazione. Loro intenzione è quella di realizzare progetti di cooperazione. E si è proposta collaborazione anche con il Comune e con la Diocesi di Crema.

Presenti all’incontro il vescovo Daniele e l’assessora al Sociale del Comune di Crema Anastasie Gold Musumary, che hanno porto i saluto della diocesi e della città. Ha condotto il giornalista Paul Bakolo Ngoi.

LA SITUAZIONE DRAMMATICA DEL CONGO

Diversi gli interventi di vari esperti che hanno sottolineato come il Congo, un Paese tra i più ricchi di risorse al mondo, in realtà viva attualmente in povertà e dilaniato dalla guerra.

93 milioni gli abitanti e una intensità di 45 abitanti per kmq.

Numerose le sue risorse, in particolare il coltan che è il cuore della tecnologia mondiale. Quello che viene estratto nella Repubblica democratica del Congo è ad alto tasso di tantalite, da qui il suo valore e la necessità di avere, da parte delle industrie dell’informatica, proprio il coltan congolese. La terra rara viene utilizzata per la fabbricazione di telecamere, cellulari e molti altri apparecchi elettronici. Abbondantissimo anche l’oro e altri metalli preziosi.

Eppure, in un video si è mostrato come ancora oggi in Congo si uccide, si violenta, si massacra. Già 10 milioni di morti e 7 milioni di profughi interni.

I congolesi residenti in Italia (loro seconda patria) sperano che possa partire una azione di sensibilizzazione nel mondo perché cessi il dramma attuale del Paese africano. Bisogna comunque che i congolesi siano consapevoli, perché devo essere loro a cambiare il loro Paese.

E si è chiesto di fare silenzio per dieci secondi a ricordo di chi è morto in questo conflitto che è imposto al Congo da interessi internazionali.

Il Convegno ha poi indicato quali sono le sfide e le prospettive del Paese africano.

Al vescovo Daniele è stata donata una medaglia ricordo