GIANNA. Per noi dell’Associazione è semplicemente Gianna, in realtà è la benvoluta e stimata presidente dell’Associazione da parecchio tempo, recentemente confermata all’unanimità anche per il prossimo triennio.
Quello riportato sotto è l’articolo che lei ha scritto per presentare il nostro Bilancio sociale che dal 2018 rendiamo pubblico allo scopo di farci conoscere e fare in modo che la nostra opera sia il più trasparente possibile.
Gianna l’ha scritto come fa sempre “col cuore” e a mio avviso merita di essere conosciuto. Parla del nostro Centro Antiviolenza, di noi socie, del nostro impegno, dei sentimenti, delle difficoltà e anche delle gratificazioni che a volte inaspettatamente riceviamo.
Messaggio della presidente
“Ripercorrere un anno di attività del nostro Centro Antiviolenza significa non solo pensare alle azioni concrete realizzate, ma rievocare le emozioni, speranze, frustrazioni, gioie, dolori che le donne che accogliamo ci comunicano e che coinvolgono profondamente anche il nostro sentire.
Io credo che la componente emotiva di ciascuna di noi sia fortemente sollecitata dalle storie che le donne ci raccontano: dalle loro aspettative di una relazione affettiva, di un progetto di vita comune da condividere con dei figli, dal vissuto del tradimento di queste aspettative e dalla colpevolizzazione che, almeno in parte, molte vivono per quanto accaduto e per quanto i figli sono costretti a vivere.
La frase che più mi colpisce è sempre: ‘io sto bene insieme a lui… se cambiasse’. L’investimento affettivo è tale che spesso anche in una relazione violenta il sentimento resta. Mi richiama alla mente l’immagine di quando si vede su una roccia arida una piantina e viene naturale domandarsi ‘ma come fa a vivere in condizioni così estreme?’.
La nostra società è impregnata di stereotipi che legano invariabilmente la donna al ruolo di ‘Angelo del focolare’.
Il focolare è sparito ma quel ruolo è ancora ben saldo nell’immaginario collettivo nonostante i grandi cambiamenti di questi ultimi decenni. Arriviamo da secoli di patriarcato e sottomissione e anche per questo contrastare il fenomeno della violenza domestica comporta prima di tutto un grande cambiamento culturale.
Ecco perché sin dai primi anni di vita di quello che allora era il ‘Comitato donne contro la Violenza’ abbiamo sempre avuto uno sguardo alla prevenzione promuovendo incontri nelle scuole.
Favorire una cultura del rispetto è alla base di ogni sana relazione; e cosa c’è di meglio che iniziare con i ragazzi?
Lungo la strada abbiamo curato molto le attività di prevenzione e sensibilizzazione sia in autonomia che promuovendo costantemente la collaborazione con gli altri attori che si occupano del contrasto alla violenza sulle donne, come per esempio la Rete D.i.Re e le istituzioni territoriali: una strada che ci ha consentito di dare continuità in tutti questi anni al Centro Antiviolenza e che ci ha portato recentemente anche ad aderire al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.
La violenza di genere è un fenomeno molto complesso e sia l’attività di accoglienza che quella di prevenzione sono fondamentali per contrastarla.
Per intraprendere questo percorso noi dedichiamo il nostro tempo con il cuore, ma anche con una formazione specifica. In questi ultimi anni la nostra presenza sul territorio è aumentata sia come numero e articolazione di attività svolte sul territorio sia come numero di volontarie.
Nel 2022 l’adesione di 12 partecipanti al nuovo corso di formazione è una chiara testimonianza della sensibilità presente sul nostro territorio e del riconoscimento del nostro operato ormai più che trentennale: elementi che ci incoraggiano a continuare a percorrere questa strada… insieme alle nuove volontarie!”
Gianna Bianchetti













































