Saldi. Al via oggi in Lombardia e in molte regione italiane

Crema
Foto di repertorio

Oggi si apre una nuova stagione di saldi estivi. Al via in Lombardia, come in molte regioni italiane, eccetto la Sicilia (già realtà da ieri), per 60 giorni, ossia fino al 30 agosto.
Con la caduta delle restrizioni imposte per Covid, pandemia che peraltro tanto ha penalizzato il settore, i commercianti auspicano in una stagione all’insegna della ripresa. Tuttavia, la guerra, con relativo caro bollette e caro carburante, getta alcune ombre.
Tempi economici, quindi, nuovamente preoccupanti per numerose famiglie, che fanno già fatica ad arrivare a fine mese.
Le preoccupazioni degli addetti ai lavori sono poi aumentate nei giorni scorsi, quando si è registrato un incremento di casi da Coronavirus e pertanto si teme che ancora una volta venga privilegiato l’e-commerce. Una tendenza, questa, che già da qualche anno si sta affermando, ulteriormente incrementata durante l’emergenza sanitaria.

Federazione Moda Italia invita ad acquistare presso i negozi di prossimità

Nonostante i sopracitati timori, le stime di spesa media a famiglia – secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, 202 euro, pari a 88 euro pro capite, per un valore complessivo di 3,1 miliardi di euro – sarebbero in aumento rispetto allo scorso anno. “Corrispondono al ritorno del turismo nazionale e internazionale, soprattutto sulle coste e nelle città d’arte” spiega il presidente nazionale di Federazione Moda Italia, Giulio Felloni.
Da parte sua il caloroso invito ad acquistare presso i negozi di prossimità perché, dice, “rappresenta il vero sostegno ai nostri centri urbani in termini di sostenibilità economica, ambientale e sociale. Anche per questo non è ammissibile una concorrenza sleale dei colossi del web, che hanno beneficiato di un’importante rendita di posizione”.

Alcuni punti da ricordare per la stagione dei saldi

Per vivere al meglio la stagione dei saldi estivi, Federazione Moda Italia e Confcommercio ricordano alcuni punti: è a discrezione del negoziante se cambiare o meno il capo dopo che lo si è acquistato, è obbligato alla riparazione o alla sostituzione qualora vi fosse danneggiamento o non conformità e, nel caso sia impossibile ripararlo o cambiarlo, il prezzo pagato sarà restituito o vi sarà applicata una riduzione; è a discrezione del commerciante se far provare o meno i capi; come metodo di pagamento deve essere ammesso anche l’utilizzo di carte di credito (ricordiamo che, seppur tra polemiche, dal 30 giugno è scattato, peraltro, l’obbligo di accettare pagamenti elettronici); i capi in saldo devono avere carattere stagionale o di moda; il negoziante è obbligato a indicare il prezzo iniziale, lo sconto applicato e il prezzo finale; modifiche o adattamenti sartoriali sono a carico del cliente.