Messa dell’apparizione. Il vescovo Daniele a Santa Maria

Messa dell’Apparizione celebrata dal vescovo Daniele Gianotti, alle 18, presso la basilica di Santa Maria della Croce. “Siamo riuniti per celebrare Dio perché 532 anni fa Maria Santissima appariva a Caterina degli Uberti e, dopo di lei, a tutti noi come Madre che conforta nelle pene e rende saldi i nostri passi con la sua intercessione. Celebriamo con fede e gioia questa eucarestia”, l’introduzione letta da una parrocchiana dopo la recita del Santo Rosario.

Misericordia di Dio

“Quest’anno anticipiamo la celebrazione dell’apparizione e la uniamo alla liturgia della quinta domenica di Quaresima. Siamo chiamati ad accogliere ancora una volta la proclamazione della Misericordia di Dio, che si è fatta vicina a Caterina degli Uberti. Invochiamo per noi e per tutta la diocesi l’intecessione di Maria, che preghiamo anche come Regina della Pace: ci accompagni e possa intercedere per la pace in Ucraina e in ogni parte del mondo segnata dai conflitti”, ha detto in apertura di celebrazione sua eccellenza.

Sguardo alla promessa di Dio

Sull’altare con il Vescovo, in una Messa solenne ben partecipata, il parroco padre Armando Tovalin, altri Missionari dello Spirito Santo e don Remo Tedoldi. “Il senso di questa nostra celebrazione è il ricordo lieto dell’apparizione; vorrei leggerla anche alla luce della seconda lettura di Paolo ai Filippesi”. Parole quelle di Paolo “di orientamento al futuro, che respingono la nostalgia del passato, che rischia di essere sterile se rimane puro compiacimento. Tutto questo è ben presente anche nei profeti. Israele è invitato a guardare una cosa nuova, che germoglia, il nuovo atto di salvezza che Dio sta per compiere, facendo tornare il suo popolo esiliato. Lo sguardo alla promessa di Dio appartiene da sempre alla vita della fede”, ha riflettuto monsignor Gianotti nell’omelia.

Dimensione futura

“Nella vicenda della donna adultera del Vangelo, questa situazione agli occhi di Gesù riguarda tutti. Alcuni commentatori pensano che questo episodio sia da leggere in chiave simbolica. Davanti a Gesù non stanno alcuni innocenti e una peccatrice, ma il peccato riguarda tutti e tutti possono scoprire che c’è un futuro nella misericordia di Dio”, ha proseguito il Vescovo. Dio resta Colui che vuole aprire la strada all’uomo e al mondo e la apre alla donna e a tutti. Cristo per noi cristiani non sta solo dalla parte del passato e del presente, ma c’è una dimensione futura del nostro rapporto con il Signore. “E qui possiamo ricordare Caterina degli Uberti, che implorò e ottenne la grazia di ricevere i sacramenti. Caterina aveva questa convinzione che noi forse abbiamo un po’ lasciato affievolire, che solo con la morte si compie quel legame profondo con Gesù”.

La meta

La meta, dunque, “è la piena comunione con Dio in Cristo Gesù. Siamo chiamati a testimoniare una meta verso la quale tutti siamo incamminati, che va oltre il nostro presente e la misericordia di Dio è davvero splendente. Sia Maria a guidarci con suo esempio verso Cristo volto umano della misericordia di Dio”, la conclusione del vescovo Daniele.