Quanto è accaduto in quindici giorni qui in Italia, grazie allo shock della pandemia, avrebbe richiesto in tempi normali molti anni. Parliamo dello smart working, tema del secondo incontro della Scuola di formazione politica ed economica, passato a interessare da circa mezzo milione di lavoratori a sette milioni. A parlarne martedì sera, in Sala Alessandrini, è stato il professor Domenico De Masi.
Germania: si lavora il 20% in meno e si produce il 20% in più
Il prof. De Masi non ha peli sulla lingua. Lo ha dimostrato anche quando, dopo avere sottolineato che in Germania si lavora il 20% in meno e si produce il 20% in più, non manca di puntare il dito contro i tanti dirigenti che, invece di staccare alle 17 come si fa in Germania, continuano il lavoro per ore.
In Germania, puntualizza ancora De Masi, vi sono categorie che hanno per contratto 32 ore settimanali, i metallurgici addirittura 28 (contro le nostre quaranta in Italia). E il confronto non finisce qui: in Germania, dove si lavora di meno, si registra il 3% di disoccupazione, mentre in Italia si raggiunge il 10%.
Vantaggi dello smart working
Dopo aver affrontato della legga che stabilisce una soglia per andare in pensione e un cenno critico alla “gig economy”, il professore è passato a illustrare i vantaggi dello smart working per i lavoratori.
“Meno costi, meno stress, più salute (il 60% degli incidenti stradali riguarda i pendolari), più tempo guadagnato, meno inquinamento, più flessibilità nella gestione dell’orario di lavoro, più cura per la famiglia, più integrazione col quartiere…” ha affermato.
E quanti sollevano la questione della perdita di relazioni con i colleghi di lavoro, De Masi ha risposto che è vero se si lavorasse in smart working per l’intera settimana, ma si può anche lavorare da remoto solo per due-tre giorni e così si ha la possibilità di coltivare relazioni sia con l’ufficio che con il quartiere.
Il relatore ha evidenziato anche le ricadute positive sull’ambiente: anche lo smart working inquina, ma decisamente meno rispetto al lavoro in ufficio. Il rapporto è di 1 a 10.
Inoltre, ha sottolineato quanto lo smart working sia produttivo: le statistiche dicono che per uno stesso compito si lavorano sei ore invece che otto!
La più grande invenzione degli ultimi due anni
De Masi ha dichiarato che sono i dirigenti e i capi il principale ostacolo alla diffusione del lavoro agile. Saranno loro che dovranno cambiare cultura aziendale organizzando il lavoro su “obiettivi” e sui “tempi di consegna”.!
Un caso esemplare di smart working? La più grande invenzione degli ultimi due anni è stato il vaccino antiCovid-19. Bene: se consideriamo il vaccino Pfizer, possiamo dire che è stato un capolavoro di smart working. Infatti anche la superesperta che coordinava tutti i biologi di Germania e Usa, al fine di evitare di ammalarsi, ha lavorato da remoto – ad eccezione di 4 giorni – per quattro mesi.












































