Dopo Bonaldi. Bergamaschi annuncia la sua candidatura

Il giorno dell’annuncio è arrivato. Poco fa, presso la stazione ferroviaria cittadina, Fabio Bergamaschi ha annunciato la sua candidatura a sindaco per le prossime amministrative  della primavera 2022. Il suo “viaggio”, dunque, è significativamente partito dai binari, dove è in avanzamento il progetto Crema 2020, “immagine adeguata a rappresentare il senso del mio rinnovato impegno“.
Sarà lui il candidato sindaco del centrosinistra e di una coalizione allargata, la più ampia possibile. In questi giorni l’attuale assessore della Giunta Bonaldi sta incontrando diversi altri partiti e gruppi civici, che potrebbero presto confermare di far parte della coalizione.
“A Crema ho tutto ciò che conta. Le mie radici, la mia famiglia, gli amici più cari, le relazioni più solide. Tutto ciò che mi consente di definirla e amarla come casa. Ho 36 anni. Nella prossima primavera, quando si svolgeranno le elezioni, saranno trascorsi dieci anni dall’avvio del mio impegno nella Giunta comunale, in qualità di assessore ai Lavori Pubblici e Mobilità. Un tempo pari a quasi un terzo della mia vita. Anche per questo motivo, sono letteralmente cresciuto insieme a questa città; ma è dalle scuole, dall’oratorio di San Giacomo, dalle esperienze sportive, dalle attività di volontariato nell’ambito della disabilità, fino agli impegni istituzionali, che ho sempre tenuto la mano intrecciata alla nostra città”, ha esordito emozionato Bergamaschi.

Progetto che muove “da una salda radice civica”

“Da Crema ho ricevuto molto e sento di doverle restituire altrettanto. È a partire da questa considerazione che ho dato la mia disponibilità a essere candidato sindaco per un ampio campo progressista e riformista, nell’ambito di un progetto nuovo, adeguato ai bisogni e allo spirito dei tempi, alla domanda di futuro espressa dalla città e dal territorio”. Un progetto che muove – ha confermato – da una salda radice civica, “perché nel civismo sta la storia del mio servizio alla città, ma che volge alla politica e alle sue forme più organizzate, i partiti, uno sguardo ancora carico di fiducia nella capacità di migliorare, insieme alle formazioni sociali, la vita dei cittadini”.
Il progetto di Bergamaschi poggia chiaramente sugli obiettivi raggiunti nel corso dell’ultimo decennio, “sulla continuità con i tanti, grandi risultati raggiunti, sulla sensibilità delle politiche espresse dai miei attuali compagni di viaggio, che ringrazio per il sostegno e la rinnovata amicizia, ma che intende rilanciare, ampliare gli orizzonti, aprire porte e finestre di una nuova casa comune per accogliere le migliori energie che la città e il territorio sanno esprimere in ambito economico, sociale, professionale e culturale”.
Questa, almeno, è l’ambizione. “E questo sarà lo stile. Perché questa è la necessità che esprime la nostra comunità: crescere in armonia e coesione – ha dichiarato il candidato –. E questa è stata la condizione che ha fatto maturare la mia disponibilità nel candidarmi come sindaco di Crema: la consapevolezza di poter rappresentare una figura di garanzia e di sintesi politica di un ampio fronte capace di coinvolgere sensibilità differenti, ma tutte in grado di portare in dote un valore alla comunità cremasca, all’interno di un disegno coerente”.

Riconoscimento ad ampio spettro

L’assessore ai Lavori pubblici ha informato che sono in corso confronti con diverse forze politiche e civiche, “che mi hanno dato molto coraggio, in tal senso. La fiducia che è stata espressa nella capacità della mia candidatura di un riconoscimento ad ampio spettro mi carica di orgoglio, ma anche di una grande responsabilità, che intendo onorare con il massimo impegno, con energia e la giusta dose di umiltà”. A chi gli ha chiesto “perché non le primarie?”, ha ribadito il concetto: “Non sono necessarie, sono superate. Il consenso diffuso sul mio nome per la candidatura, che non mi aspettavo così ampio, mi carica di orgoglio e responsabilità”.
Non sono mancati, già a questo primo incontro, punti fermi. “Saremo saldi nei valori. Abbiamo chiara l’idea della città che desideriamo, dove lo sviluppo economico s’intreccia con la solidarietà sociale, dove la sostenibilità ambientale costituirà la base di ogni ragionamento. Non saremo disponibili a retrocedere sui capisaldi di un fronte progressista e riformista, ma non avremo paura della contaminazione feconda delle idee. Non porremo argini alla nostra azione, alla capacità di confronto con le altre parti politiche, anche di opposizione, con le formazioni sociali, con i sindaci del territorio, in primo luogo con la città e i cittadini”. In tal senso Bergamaschi cercherà anche di “recuperare alcune relazioni”.
Non definiremo steccati ideologici attraverso i quali identificare a priori il bene e il male, che si potrà misurare solo attraverso la capacità di incidere positivamente, in concreto, nella vita delle persone. Lasceremo permeabili i confini della coalizione, aperti al contributo di chiunque voglia portare del bene alla nostra città, un suggerimento, una chiave di lettura differente, sempre da ascoltare prima di addivenire alle decisioni”.