A sorpresa la scelta cade sul sindaco uscente Bolandrini, nonostante per diversi mesi Mangoni sia stato alleato di coalizione di Prevedini, con cui condivide l’ispirazione di centrodestra, prima della spaccatura di Ferragosto.
Mangoni e Bolandrini: due programmi che convergono

Le valutazioni fatte sull’operato dei candidati sindaco, la capacità nel ricercare risorse finanziarie per il territorio, la gestione delle criticità legate alla pandemia, il metodo amministrativo improntato alla trasparenza e alla visione di una Caravaggio futura ci hanno portato a valutare favorevolmente il programma elettorale del candidato sindaco Claudio Bolandrini. I nostri programmi infatti convergono su questi importanti punti che nel quinquennio amministrativo andremo a realizzare:- La tutela e la cura dell’ambiente che si traducono nel contenimento del consumo di suolo e nella salvaguardia della vocazione rurale del territorio: escludiamo pertanto la realizzazione dell’autoparco in zona Masano e del KmVerde in zona Vidalengo;
– la sicurezza dei cittadini attraverso la costruzione di una nuova caserma dei Carabinieri e il potenziamento della gestione associata della Polizia locale con i Comuni vicini;
– l’attenzione al sociale, il sostegno delle nuove fragilità post pandemia e l’inclusione delle persone con disabilità, per le quali ci impegniamo insieme a realizzare nuove e idonee strutture, in particolare il CSE e SFA e la riqualificazione e il potenziamento del Centro di Senologia; ci impegniamo anche a ricercare le risorse economiche necessarie e le sinergie istituzionali e tra gli operatori del settore per realizzare il polo sociosanitario presso l’edifico dell’ex asilo infantile di Via Polidoro Caldara;
– la promozione del patrimonio storico artistico con percorsi cicloturistici a carattere provinciale e la valorizzazione dei prodotti e delle eccellenze del territorio attraverso il marchio “Le Terre del Caravaggio”;
– l’amministrazione delle frazioni condivisa con i residenti attraverso la figura del consigliere di frazione e il comitato di frazione”.
Oltre la logica dei partiti
A ruota di Mangoni si aggancia anche il suo alleato di coalizione Augusto Baruffi: “Coerentemente con la scelta di sostenere il programma amministrativo redatto con Carlo Mangoni condivido ora con il mio gruppo la sua decisione di convergere su quel programma che maggiormente rispecchia la nostra visione del futuro di Caravaggio (vedi progetti SFA, CSE, riqualificazione senologia, riqualificazione ex orfanotrofio, No al Kilometro Verde a Vidalengo, No all’autoparco dei camion a Masano). Chiedo pertanto ai concittadini che mi hanno espresso fiducia al primo turno, e che ringrazio, di andare oltre la logica dei partiti e votare domenica 17 e lunedì 18 ottobre Claudio Bolandrini, con il quale potremo raggiungere gli obiettivi programmatici che ci siamo dati“.
Ovviamente, questo comunicato ha suscitato davvero parecchie discussioni in città, e le due forze in corsa hanno preso posizione. Una decisione, quella di Mangoni che l’attuale primo cittadino Claudio Bolandrini e le tre liste al suo fianco apprezzano convintamente, sottolineando le molte convergenze che legano i rispettivi programmi elettorali.

“Ringrazio Carlo Mangoni per aver preso posizione a sostegno del nostro progetto amministrativo – afferma Bolandrini – insieme possiamo continuare a prenderci cura di Caravaggio per costruire una città sicura, più verde, a misura di persona perché solidale, inclusiva e giovane. I nostri programmi convergono chiaramente su più temi, tutti fondamentali: in primis l’ambiente e il contrasto al consumo di suolo, quindi il potenziamento della sicurezza attraverso la realizzazione della nuova caserma dei Carabinieri e il nuovo comando di Polizia Locale in gestione associata, dunque i fari puntati sul sociale con la cura della comunità e la presa in carico di persone con disabilità e fragilità. Ma ci uniscono anche l’attenzione al turismo di prossimità e il sostegno ai negozi di vicinato con la promozione delle eccellenze del territorio, così come l’ambizione di guidare la città con un’amministrazione trasparente, condivisa e sempre protesa alla ricerca di risorse”.
Bolandrini vuole concludere il percorso di rinascita della città
Quanto alla decisione di Carlo Mangoni di non appoggiare al ballottaggio la candidatura di Giuseppe Prevedini, l’attuale primo cittadino osserva: “La scelta di Mangoni mi pare umanamente comprensibile. Ma anche logica dal punto di vista politico, poiché in linea con l’affermazione del civismo al primo turno di consultazione. Le liste civiche si sono infatti attestate al 51,65%: 26,19% quelle a sostegno della mia candidatura, 25,46% quelle di Carlo Mangoni. Come detto, i nostri programmi convergono chiaramente su temi importanti. Evidentemente questa convergenza con i partiti che hanno avanzato in corsa la candidatura di Prevedini non c’era, non si spiegherebbe altrimenti il repentino cambio di candidato a soli 40 giorni dal voto, e non c’è nemmeno ora, altrimenti avremmo assistito a un apparentamento formale tra le due coalizioni”.
In vista del ballottaggio l’appello di Bolandrini è rivolto all’intera cittadinanza: “Invito tutti gli elettori a valutare l’operato di questi ultimi cinque anni, e a scegliere di accordarci nuovamente fiducia per poter concludere insieme il percorso di rinascita della città iniziato nel 2016”.
Prevedini sorpresa e commenta la posizione di Mangoni
Ovviamente, e comprensibilmente, di tutt’altro tono le dichiarazioni dell’altro candidato sindaco Giuseppe Prevedini.

“Una cosa vergognosa, da un punto di vista pratico non capisco la scelta di Mangoni. Abbiamo passato 7 mesi a parlarci, per riunire centrodestra, poi ci ha lasciato perché non voleva gli altri partiti della coalizione, che però dovevamo necessariamente includere nella coalizione per rispettare accordi presi a livello nazionale, visto che Caravaggio supera i 15.000 abitanti ed è considerata a tutti gli effetti una città. Lui secondo me era convinto che sarebbe andato al ballottaggio. Noi avevamo poco tempo per fare una campagna elettorale come si deve. Mangoni dice che il programma di Bolandrini sia più simile al suo, ma è stato condiviso con noi della Lega per 7 mesi, lo abbiamo stilato insieme. Per me non è stata una scelta politica. Ha poi dichiarato come io gli abbia offerto delle poltrone, ma non è così. Gli ho solamente confermato ciò che ci siamo sempre detti fino a tarda primavera, dove avevamo stabilito, in caso di vittoria di Mangoni, come sarebbe stata la composizione della Giunta. Io non ho fatto nient’altro che riproporre questo, cambiando solo il nome del sindaco alla luce del risultato del primo turno. Lui ha risposto che non era a caccia di poltrone, ma era un accordo che avevamo già preso mesi fa. Avrei voluto chiudere tutto con una riunione di tutto il centrodestra, che era assolutamente il progetto iniziale. Sono rimasto veramente sorpreso. Oltretutto, più di una volta Mangoni ha dichiarato che Caravaggio era mal governata da 5 anni, e ora decide di appoggiare la continuazione di tutto questo”.












































