Oggi si è tenuta una breve cerimonia di consegna delle medaglie d’onore a tre cremaschi che furono deportati e internati in campi di concentramento nazisti. Sono Ottorino Giovanni Depetri, Giovanni Guercilena e Italo Rizzi.
Uomini che, dopo la tragica gestione dell’Armistizio dell’8 settembre 1943, non aderirono alla Repubblica di Salò e furono spediti a lavorare nelle fabbriche belliche della Germania, senza alcuna protezione giuridica: “poco più che schiavi”, ha raccontato il figlio, Giacomo Guercilena, che ha tratto dalle storie del padre e dalle lettere spedite alla madre, ai familiari, racconti a volte molto crudi e altre volte però “censurati” dai militari tedeschi.
Questa medaglia d’onore è una forma di restituzione e di riconoscimento decretata con la Legge n. 296/2006: ogni anno, il 27 gennaio, Giornata della Memoria, oppure il 2 Giugno, Festa della Repubblica, il Quirinale emette medaglie speciali stampate dalla Zecca di Stato che riportano nome e cognome del cittadino internato, circondati da un filo spinato spezzato: simbolo di una prigionia interrotta dalla vittoria delle forze alleate e dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Questo il commento del sindaco Stefania Bonaldi: “È stato emozionante consegnare oggi questa onorificenza riconosciuta dalla più alta carica dello Stato a cittadini italiani le cui vicende sono una pagina ancora troppo poco conosciuta della storia del nostro Paese e della Liberazione. Ho chiesto ai famigliari di evocare qualche passaggio personale della vita dei loro congiunti insigniti e abbiamo toccato con mano quanto ciascuna di queste esistenze meriti di essere raccontata e valorizzata; lo faremo anche con gli studenti e le scuole, perché le testimonianze dirette hanno molta più efficacia e presa sui giovani, nell’interesse dei quali abbiamo il dovere di coltivare la memoria, di questi fatti e questi comportamenti specialmente”.













































