“Si rompe una tubatura al centro natatorio, ma secondo alcuni commentatori ‘nessuno lo sapeva’. Si chiedono dati agli uffici tecnici, ma non si attendono i tempi legali – anche banalmente procedurali e lavorativi– e si preferisce seminare il dubbio che il sindaco forse ‘nasconda’ qualcosa. Sulla piscina ciascuno ha diritto alle sue opinioni, ma non ai ‘suoi’ fatti. I fatti sono facilmente ricostruibili”. Questo si legge in premessa in una nota stampa di stamani arrivata dal palazzo comunale.
La recente uscita mediatica, a proposito della rottura del tubo al centro natatorio, che ha danneggiato la sala macchine collegata alla “vasca delle onde”, per il Comune “va assolutamente corretta. È falso ipotizzare che il Comune sia venuto a conoscenza in ritardo del danno causato dalla perdita d’acqua oppure non sapesse o ancora non abbia presidiato la situazione. L’Ente invece può fornire una fitta corrispondenza – ad esempio a un consigliere comunale che avesse la volontà di chiedere un accesso agli atti prima di inviare frettolosamente un comunicato stampa – che testimonia il costante monitoraggio della situazione”.
La corrispondenza sarebbe lì ad attestarlo. “Inizia con la comunicazione del 26 ottobre 2020 di Sport Management sul guasto avvenuto quel giorno, il rapporto dei Vigili del fuoco del 28 ottobre sull’allagamento del locale tecnico, con apparato fotografico e schede, la nota del Comune del giorno successivo nella quale si chiede una relazione peritale, quella del 9 novembre nella quale sempre il Comune chiede a SM l’attivazione dell’assicurazione, la conferma il 22 febbraio 2021, su nuovo sollecito del Comune del 18 febbraio, che Sport Management ha provveduto ad aprire la pratica assicurativa e contestuale conferma, sempre da parte della società, degli interventi di manutenzione al soffitto degli spogliatoi femminili a seguito dell’asciugatura dell’impermeabilizzazione del solaio sovrastante”.
“L’amministrazione è stata immediata informata del fatto”, spiega il sindaco Stefania Bonaldi, “e abbiamo chiesto tutta la documentazione, l’attivazione della procedura di denuncia del danno alla Assicurazione e ha ripetutamente sollecitato gli interventi riparatori. Perciò nulla può essere imputato all’amministrazione, non è vero che ‘nessuno sapeva’”. Anche sulla questione delle risposte alle interrogazioni dei consiglieri, “va chiarito che la comunicazione del 19 maggio 2021 del consigliere Emanuele Coti Zelati è una istanza che si configura quale richiesta di dati e informazioni, disciplinata nei commi 2 e 3 dell’art. 43 del Decreto Legislativo 267/2000 e che prevede 30 giorni per la risposta. Al consigliere può anche non piacere, ma è inaccettabile che, dopo tanti anni di attività, non conosca la differenza fra una interrogazione a risposta scritta (per la quale ci sono 10 giorni di tempo) e una richiesta di accesso agli atti (che ne prevede 30) quale la sua istanza si configura. Certo, se avesse fatto accesso agli atti per la questione del tubo rotto ci saremmo risparmiati gli ennesimi titoloni sul nulla”.












































