Cremasco – Controlli sugli spandimenti dei liquami, pochi casi da sanzione

L’ attività delle Stazioni Carabinieri Forestale del Cremonese è, come consuetudine del periodo invernale, particolarmente concentrata nei controlli volti al rispetto delle normative sul corretto stoccaggio e utilizzo degli effluenti da allevamento (o impianti biogas) per finalità agronomiche. Da fine campagna agraria 2020 al mese in corso, 12 sono le persone denunciate alla Autorità Giudiziaria e 31 le sanzioni amministrative per un totale superiore a 32.000 euro. Fondamentali, per sanare queste situazioni, si sono rivelate le segnalazioni della cittadinanza.

“L’intervento dei militari coordinati dal Gruppo Carabinieri Forestale di Cremona – spiega il comandante, colonnello Alberto Ricci – risulta essere provvidenziale ai fini della tutela ambientale, in quanto, prima ancora della contestazione degli eventuali illeciti, è premura dei Carabinieri Forestali far cessare ogni attività o azione antropica dannosa per l’ecosistema: scarichi abusivi, percolamento liquami in canali da non corretti spandimenti, strutture aziendali di contenimento non conformi ecc.”.

Tra gli interventi più significativi i Carabinieri del Nucleo Forestale evidenziano, nel Cremasco, quelli effettuati a Trigolo, dove “facendo seguito a una puntuale segnalazione sono stati rilevati copiosi colaticci liquidi dalle trincee di stoccaggio insilati e percolamenti di reflui zootecnici in canali perimetrali di un’azienda”, e a Tresxcore Cremasco dove “dando seguito a una segnalazione pervenuta al 112, dopo aver accertato l’effettiva contaminazione da liquami della ‘Roggia Navicella’, se ne acclarava la causa in artificiose condotte poste a monte in un appezzamento agrario, finalizzate a scolmare il liquame in eccesso dal terreno ormai saturo”.

“L’impatto ambientale dei liquami zootecnici – spiegano dall’Arma – è rilevante e pertanto, il loro utilizzo a fini agronomici è strettamente disciplinato anche da normative Regionali, per i quantitativi utilizzabili, i periodi di divieto e le modalità di spandimento. Nitrati e ammoniaca, se disperse nella falda acquifera o in atmosfera, possono costituire, quando le immissioni sono consistenti e continue, un inquinamento con compromissione ambientale. A essere spanti per finalità agronomiche sono anche i digestati da impianti biogas, equiparati a tutti gli effetti ai liquami”.

Al termine di questi rilievi i Carabinieri promuovono, però, sostanzialmente il territorio Cremasco e Cremonese. “Fatta eccezione per i rilievi amministrativi e penali sopra descritti e in rapporto all’alto numero di aziende zootecniche e impianti di biogas/biometano – chiosa il colonnello Ricci – dalla totalità dei controlli, siano essi d’iniziativa o a seguito di segnalazione, si riscontra comunque, per quanto rilevato e di competenza dei Carabinieri Forestali, un sostanziale rispetto delle normative e del ‘Bollettino Nitrati’ della Regione Lombardia che disciplina i periodi ammessi allo spandimento.