GIORNATA CAMICI BIANCHI – Sindaco scrive a medici e infermieri: “Se siamo qui è grazie a voi”

Parte dell'équipe riabilitativa dell'Ospedale Maggiore di Crema

Proprio oggi, sabato 20 febbraio è la prima Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato, istituita quale solennità civile con la Legge n.155/20. Si celebrerà il 20 febbraio di ogni anno. Nell’occasione il sindaco Stefania Bonaldi ha inviato una lettera, tramite l’Asst, a tutte le operatrici e gli operatori dell’Ospedale “Maggiore” di Crema, in segno di riconoscenza ed espressione di affetto a coloro che si sono presi cura della nostra comunità. Con un pensiero a chi non c’è più.

“Non un giorno ‘qualsiasi’, ma l’alba di un dramma inatteso, è il giorno in cui una di voi, l’anestesista dell’Ospedale di Codogno, Annalisa Malara, con un atto a metà tra la Scienza è l’arte, è riuscita a ‘individuare’, nella propria struttura, il primo paziente colpito da Coronavirus – ha scritto Bonaldi –. Poche ore dopo il nostro ospedale, oggi mi piace dire il nostro amato ospedale, è stato cinto d’assedio da un nemico brutale, sconosciuto e soprattutto invisibile, tanto subdolo da approfittare del ‘fattore sorpresa’ portandoci a un passo dalla catastrofe, tanto sprovveduto da non sapere che non vi sareste e non ci saremmo mai arresi”. Il sindaco definisce l’ospedale “un universo singolare, una città nella città, una sentinella sempre vigile, 7 giorni su 7, 24 ore su 24, capace di superare le leggi del tempo, lo abbiamo sperimentato in quei momenti, nei quali le vostre giornate si dilatavano all’infinito, i turni si susseguivano, saltavano i riposi e le feste comandate, e nessuno si è mai lamentato”, afferma riferendosi e medici e infermieri. In questa lotta al Covid, prosegue, “eravate come quei giovani che durante la Prima Guerra Mondiale furono sorpresi dalla mostruosità dei gas, usati a tradimento, violando trattati e spirito umanitario, portando una morte, anche allora, invisibile. Questo giorno vi spetta di diritto, a voi, operatori sanitari, socio sanitari, socio assistenziali in servizio, come a quei vostri ex colleghi rientrati dalla pensione per affiancarsi a voi, perché quando si è medici o infermieri, lo si è tutta lo vita”. 

“Se siamo qui – prosegue il sindaco nella missiva indirizzata al dg dell’Asst Germano Pellegata perché la diffondesse ai collaboratori tutti – lo dobbiamo a voi e ai vostri colleghi che si sono persi contendendo la vita all’invisibile. Tutti voi, dall’operaio neoassunto al primario più conosciuto, dall’impiegato amministrativo alla caposala, dall’addetta al guardaroba agli operatori sociosanitari, uno per tutti, Giovanni, Oss del Pronto Soccorso, amatissimo dai suoi colleghi e colleghe, scomparso nella lotta, che oggi appartiene, come ognuno di voi, alla nostra piccola storia. Per sempre”. A nome di tutti i cremaschi il primo cittadino esprime affetto e riconoscenza.
“Una riconoscenza che sarà inestinguibile e nei prossimi mesi, qui, innanzi al nostro Ospedale, vorremo lasciare un segno alle nostre figlie e ai nostri figli, perché nessuno dimentichi”.