Dovera – 1943, Campagna di Russia; oggi una Messa per ricordare i Caduti

Oggi, sabato prossimo 23 gennaio, alle ore 17, come da 7 anni a questa parte, verrà celebrata una santa Messa di suffragio (nel rispetto delle normative vigenti in materia sanitaria anti-Covid 19) per i caduti della Campagna di Russia al santuario di San Rocco in Dovera alla presenza di alcune autorità civili, religiose e rappresentanti di associazioni d’Arma del Comune locale, sempre vicine ai Reggimenti Alpini. Non potrà svolgersi la cerimonia militare, come s’era pensato prima che scoppiasse la pandemia, ma dopo i saluti dell’ex caporale Alpino della Brigata Tridentina, con sede a Bressanone, il doverese Giuseppe Scoglio, ci sarà una introduzione storica da parte di Ezio d’Incà, ex comandante-luogotenente della stazione di Pandino.
Scoglio, che farà anche un brevissimo riferimento al battaglione Morbegno, ricorderà i tre reduci di Russia di Dovera: Cecconi Angelo, Dossena Alessandro e Rana Natale, ha svolto diversi approfondimenti, con passione, sulla ritirata di Russia. Racconta: “Nell’estate del ’42 l’Ottava Armata Italiana, forte di più di duecentomila uomini, si schierava sul medio corso del Don, distendendosi per una lunghezza di quasi trecento chilometri, ma nel dicembre successivo veniva scompaginata dal nemico. Resisteva però il settore presidiato del Corpo Alpino, che avrebbe tenuto fino al gennaio del ’43, quando venne sostanzialmente aggirato dalle forze corazzate sovietiche che ruppero il fronte nel tratto tenuto dagli ungheresi a nord e in quello tenuto dai tedeschi a sud”. Scoglio ricorda che “per gli Alpini, difatti, ad un certo momento fu necessario ripiegare combattendo per aprirsi la strada verso la salvezza, e sfuggire al titanico tentativo di accerchiamento sovietico. Il 31 gennaio del ’43 si concludeva l’epopea del Corpo Alpino e dell’Ottava Armata Italiana, dopo 350 chilometri di marcia a piedi, dopo aver sostenuto tredici combattimenti, aver perso 85.000 uomini fra caduti e dispersi e 30.000 uomini feriti o congelati. La divisione Tridentina, che conservò la maggiore capacità operativa, costituì la punta di lancia della colonna che ripiegava lottando, mentre le altre grandi unità, Julia, Cuneense e Vicenza, protessero i fianchi. Dopo duri combattimenti sostenuti a Postojaly, Skororyo e Wikotowka si giunse all’atto bellico finale e supremo. Questo si consumò a Nikolajewka, il 26 gennaio, dove ci si giocò il tutto e per tutto”.

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