EX COLONIA FINALPIA – La vendita unica opzione rimasta? Chiesti al Comune 50.000 euro di contributo

Ci sono novità in merito alla struttura alberghiera “Hotel del Golfo” di Finale Ligure. Come noto, l’ex colonia climatica cremasca di Finalpia, albergo di lusso oggi chiuso dopo che la società che l’aveva in gestione “è stata allontanata” per morosità. Prima delle news un po’ di storia. Nel settembre 2019, dopo una Commissione comunale Garanzia, il tribunale aveva accolto le istanze della Fondazione Opera Pia e Climatica Cremasca Onlus.
“Alla luce delle vicende degli ultimi anni (prima l’idea di evoluzione della Colonia in una struttura per anziani, ma successivamente la trasformazione in hotel a cinque stelle), viste le vicissitudini in cui sono incorsi i vari gestori, fra cui un fallimento e, da ultimo, una situazione di persistente morosità che ha determinato lo sfratto del gestore e il ritorno del bene alla Fondazione, è doveroso aprire un dibattito nella nostra comunità”, aveva affermato il sindaco Stefania Bonaldi l’indomani l’incontro in Commissione. Il 13 novembre scorso, in un comunicato era stata poi messa nero su bianco la volontà della Fondazione di “porre in locazione la struttura, con contratto tipo alberghiero (9 anni rinnovabili)”. 

Nei giorni scorso Pierpaolo Soffientini, a capo del Cda della Fondazione, ha incontrato i capigruppo delle forze consigliari cittadine, per una comunicazione. Ribadendo, dopo essere rientrati in possesso del bene, il desiderio di vendere la struttura. A suo dire l’unica opzione rimasta. Infatti, s’è appreso nell’incontro, dopo alcuni “abbocchi” per l’interesse di potenziali nuovi gestori dell’albergo, non se n’è fatto nulla. Inoltre al Comune – ha informato sempre Soffientini – è stato chiesto un contributo di 50.000 euro per ripianare parte dei debiti e realizzare uno studio per valutare il valore odierno di mercato del bene. D’accordo la maggioranza presente con Gianluca Giossi e Gianantonio Rossi – ancora assente il capogruppo Jacopo Bassi – con i portavoce delle minoranze che non hanno trattenuto la battuta (servita su un vassoio d’argento…) circa il prestito “a rendere” appena concesso a Sport Management per la piscina. “Come è possibile negarlo ora alla Fondazione di Finalpia?”, si sono chiesti i capigruppo d’opposizione. 

“Credo che vendere la struttura, peraltro molto significativa per la città, sia piuttosto impegnativo – dichiara Emanuele Coti Zelati de La Sinistra da noi interpellato –. C’è stato detto che potrebbe valere circa 12-13 milioni di euro. Non ho elementi per confutare questo, ma certo non mi trova d’accordo l’idea di vendere e decidere poi cosa fare dei soldi. Su certe partite bisogna avere le idee chiare da subito”.
Un’ipotesi che circola da tempo, in caso di vendita dell’immobile, riguarderebbe la costruzione in città una struttura con finalità socio-assistenziali e socio-sanitarie, tipo una Rsa per anziani (addirittura qualcuno aveva già indicato il quartiere di San Bernardino e un immobile da 70/80 posti). Prima di arrivarci, però, passerà del tempo. Nel frattempo la struttura è chiusa e viene pagata l’Imu. Qualunque sia la soluzione, meglio stringere i tempi.