VIGILIA DELLE PALME: Veglia di preghiera per i giovani e professione di fede dei diciannovenni

I diciannovenni che hanno rinnovato la professione di fede

In una bella cornice di luci, musica e canti, s’è celebrata questa sera alle ore 21 in cattedrale la Veglia di preghiera dei giovani nella vigilia della domenica delle Palme. Tre i momenti: la professione di fede dei diciannovenni, la Giornata Mondiale della Gioventù, la giornata di preghiera per i missionari martiri.

CAMMINARE LA VITA

La Veglia si è snodata sul tema del cammino, interpretato da due giovani attori con zaini in spalla, in vari momenti della serata.

Nella prima parte è stato il mandato di Gesù (“Andate e fate discepoli tutti i popoli”) a guidare la preghiera e la riflessione.

Nella seconda si è letto un brano del messaggio di papa Francesco per la 33a Giornata Mondiale della Gioventù 2018. Presenta Maria che trema davanti al mistero della chiamata di Dio… “E voi giovani – chiede il papa – quali paure avete? Che cosa vi preoccupa di più nel profondo? Il richiamo di Gesù “Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?” ci fa comprendere come spesso l’ostacolo alla fede non sia l’incredulità, ma la paura. Per noi cristiani – conclude Francesco – la paura non deve mai avere l’ultima parola, ma essere l’occasione per compiere un atto di fede in Dio… e anche nella vita!”

IL COMMENTO DEL VESCOVO

Al proposito è stato letto il Vangelo dell’Annunciazione che il vescovo Daniele poi ha commentato.

È partito dalla domanda della Madonna: che senso ha un saluto come questo? E l’ha dilatata alla situazione attuale: che senso ha la fede, la vita e quello che facciamo?

Mons. Gianotti ha invitato i giovani a mettersi in cammino con il Signore, come faranno in agosto per incontrarsi con il papa a Roma, in vista del sinodo per i giovani (un altro tema presente nella Veglia).

“Quando ci mettiamo in cammino – ha continuato – si pone la questione del senso, cioè della direzione del cammino. Qualcuno dice che non c’è nessun senso. E si cerca di godere della vita il più possibile o almeno ci s’impegna ad aiutarci a vicenda per sopravvivere. C’è qualcuno poi che pensa di poter costruire in proprio il senso della vita.

L’angelo dice a Maria di non temere, perché c’è qualcuno che da sempre ti ama e ti offre il senso della vita all’interno di un cammino d’amore. Questo Qualcuno non ti imporrà mai la sua soluzione perché rispetta la tua libertà!

“Come avverrà questo?” chiede la Madonna all’angelo. “Dio ci invita a rispondere nella fede come Maria, ha detto mons. Gianotti. La fede significa scoprire che Dio ci dà il senso della vita!”

E il vescovo Daniele ha citato la testimonianza di padre Cremonesi, partito per la Birmania a 23 anni senza farvi più ritorno, riferendosi alla Giornata di preghiera per i missionari martiri che si celebra proprio il 24 marzo, giorno dell’assassinio del beato Oscar Romero.

“Se c’è qualcosa che dà senso alla vita allora vale la pena di viverla. Come ha fatto padre Cremonesi. Affidiamoci al Dio della vita, sarà un cammino nella libertà che ci farà vivere in pienezza la vita.”

LA PROFESSIONE DI FEDE DEI DICIANNOVENNI

È seguita la professione di fede dei diciannovenni che, a cori alterni, hanno dichiarato i loro impegni di cristiani consapevoli. Il vescovo Daniele ha pronunciato su di essi la preghiera di benedizione.

IL RICORDO DI PADRE CREMONESI

L’ultima parte della Veglia è stata riservata al ricordo di padre Cremonesi, il ritratto del quale è stato portato in cattedrale e insediato sul presbiterio. Un giovane ha letto una testimonianza tratta dalle sue lettere e ha ricordato l’irruzione dei militari nel villaggio di padre Cremonesi nella lontana Birmania il 7 febbraio 1953 e il suo martirio.

Al termine il vescovo ha distribuito a tutti una sacca contenente “tanti doni” per il cammino dal 3 al 12 agosto a Roma in vista dell’incontro con papa Francesco. E don Stefano Savoia, responsabile della pastorale giovanile della diocesi, ha concluso invitando tutti alla GMG di Panama del gennaio 2019.

Foto finale del vescovo con i diciannovenni e ritrovo nel cortile dell’episcopio per un momento di festa e fraternità.